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pubblicato il 14 gennaio 2016

Surriscaldamento del motore, come evitare i danni

Serve sempre e comunque un controllo dell’auto prima di un viaggio, soprattutto dei liquidi

Surriscaldamento del motore, come evitare i danni

Sentiamo già la vostra domanda: ma come, in pieno inverno, ci parlate di surriscaldamento del motore? Risposta affermativa, per una ragione semplice: qui si tratta di prevenire, conoscere con largo anticipo. Un po’ come i vaccini contro le allergie primaverili: non si fanno durante le esplosioni dei problemi, ma molto prima. In più, il guaio può anche verificarsi d’inverno. Vi mettiamo in allerta: se il sistema di raffreddamento della vostra macchina va ko, i danni possono anche essere irreparabili.

Per prevenire e curare

1# Prima. Giocate d’anticipo con intelligenza: serve sempre e comunque un controllo dell’auto prima di un viaggio. Specie i livelli e i liquidi devono essere a posto: se non siete in grado di effettuare le verifiche da voi, fateli eseguire da un meccanico.

2# Sempre prima. Anche questo secondo consiglio fa parte della prevenzione: se il livello dell’acqua sale in modo minaccioso, oppure se sentite un minimo di puzza di bruciato, o se vi accorgete di un fil di fumo che esce dal motore, la parola d’ordine è procedere lentamente, a velocità costante, senza accelerazioni né frenate. L’ideale sarebbe proseguire, dove si può, in folle. Qualsiasi comportamento dev’essere “freddo”, impedendo un ulteriore forte riscaldamento della macchina.

3# In sicurezza. Appena potete, fermatevi, in sicurezza. Solo così eviterete che il guaio peggiori. In un’area di servizio è l’ideale, così da avere gli strumenti e l’assistenza idonei. In alternativa, una piazzola di sosta. O al massima la corsia d’emergenza, dove comunque le insidie non mancano.

4# Motore vecchio. Nel caso abbiate la fortuna di potervi fermare in un’area di servizio, con la massima cautela controllate la quantità di liquido refrigerante: può darsi che sia quello il problema.

5# Pericolo! Mai svitare il tappo del radiatore quando il motore è bollente: la pressione interna è elevatissima, e dopo l’apertura c’è il rischio che un violento getto di vapore e liquido roventi vi inondi. Una volta raffreddato, aggiungete acqua distillata non fredda. Meglio un refrigerante, magari (d’inverno) addizionato con antigelo. Nel caso sia un motore vecchio, fate un rabbocco e, a motore non fumante, potete anche provare a ripartire. Se non avete la minima dimestichezza, lasciate stare e fare eseguire il controllo da un meccanico.

6# Propulsore nuovo. Se invece è un motore di nuova generazione, difficilmente potrete accedere alla vaschetta del liquido refrigerante: dovrete invece dare la caccia al punto in cui c’è una perdita. Le cose si complicano, e meglio che intervenga un meccanico: utile un carro attrezzi, in queste situazioni.

Prendete tempo

La fretta, in questi casi, è cattiva consigliera. Dopo minimo mezz’ora da quando vie siete accorti che il motore “fuma”, aprite il tappo del radiatore e versate un po’ di refrigerante, per cinque secondi. Ripartite se, azionato il motore, la lancetta della temperatura dell’acqua non è in zona rossa: magari vi servono altri 15 minuti di attesa. Insomma, alla fine, la sosta non durerà meno di un’ora. E comunque, una volta arrivati a destinazione, urge un controllo meccanico accurato.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , nuovi motori


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