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pubblicato il 14 gennaio 2016

Dossier Salone di Detroit 2016

NAIAS contro CES, il viaggio generazionale dell’auto

Las Vegas fa concorrenza a Detroit, eppure la rotta che le collega è più importante della distanza che le divide

NAIAS contro CES, il viaggio generazionale dell’auto
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C’è più di una strada che unisce Detroit a Las Vegas: la più vecchia e romantica è la Route 66, quella più nuova invece è invisibile ed è quella che ormai unisce il CES al NAIAS, ovvero la più grande fiera sull’elettronica di consumo e il più importante salone dell’automobile americano, quello che si svolge nella città che ospita il quartier generale delle famose Big Three. Una strada che, a ben vedere, a Las Vegas ha un punto di passaggio e prosegue poi verso la California e la Silicon Valley, dove si svolge un doppio e vicendevole inseguimento.

Lei non guida più da sola

Da un lato l’auto vuole i gioielli tecnologici e i soldi della new economy, dall’altro quest’ultima ha messo nel mirino la “vecchia” industria dell’automobile. Due mondi distanti almeno 5 ore di aereo e 2 mila miglia che si incontrano molto più vicino a quello nuovo, non solo in termini di strada. E il deserto che circonda Las Vegas è l’ideale per ospitare un rendez vous che si consuma oramai da anni e offre alle case automobilistiche nuovi palcoscenici e nuovi terreni di prova per una fusione che sta per portare il futuro. Il Nevada infatti è uno degli stati ad offrire la possibilità di provare la guida autonoma che oramai non è più una scommessa, ma l’obiettivo più ambizioso al quale l’automobile non può più dare il proprio nome. Oggi infatti si chiama mobilità e vuol dire anche auto elettrica, idrogeno e tutto quello che serve per fare a meno del petrolio.

L’automobile è al verde...

... Proprio ora che il petrolio sembra infinito, che costa due soldi e che in America si estrae anche dai sassi o viene succhiato attraverso i vecchi e romantici nodding donkey, schierati a migliaia lungo gli altopiani che separano la costa del Pacifico dal deserto, come soldati che marciano incessantemente sullo stesso punto, accanto a enormi distese di pannelli solari e a tante di quelle pale eoliche che il loro perenne agitarsi crea un effetto ipnotico. In realtà il Nevada è già terreno della new economy e della new mobility perché qui Tesla sta terminando la prima delle sue gigafactory, qui pianifica di arrivare anche la neonata Faraday. Ci sono tante nuove energie che sono verdi come le foglie, ma anche e soprattutto come i dollari, in un gioco di mimetismo reciproco che fino a pochi anni fa era impensabile: l’ambiente che produce denaro che, a sua volte, (ri)produce l’ambiente. Il moto perpetuo che anche la meccanica più perfetta dell’automobile non è mai riuscito a riprodurre e che questo nuovo connubio potrebbe creare.

Una conquista vicendevole

C’è chi dice che la nuova economia sta uccidendo la vecchia e il CES farà un sol boccone del NAIAS. Non è così. È vero che Las Vegas anticipa e a volte sostituisce Detroit nel presentare novità di prodotto e idee, ma è anche vero che l’industria delle 4 ruote conta ancora molto nella testa e nella vita della gente e, mai come ora, ha le orecchie ben tese su tutto, pronta a dismettere ogni pregiudizio anche sui nuovi servizi che proprio in California sono nati, come Uber o Lyft, e tutto quello che rende fluido il concetto di mobilità fino a renderlo immateriale e impalpabile eppure presente ovunque, come un gas. E l’industria dell’auto vuole far parte di questa “atmosfera” per due fatti molto semplici: il primo è che deve trasformarsi distruggendo parzialmente alcuni dei suoi presupposti per sopravvivere, il secondo è che ci sono tanti soldi da fare. I conti al NAIAS li ha fatti il CEO di Ford: “Il business dell’automobile vale 2,3 trilioni ardi di dollari e noi Ford abbiamo una fetta del 6%, il business dei servizi legati al trasporto vale 5,4 trilioni di dollari e lì noi non contiamo nulla”.

Due saloni, una sola strada

Il CES ha creato questo punto di incontro, porta l’automobile di fronte agli occhi di chi non la considera più (i tecnologici) e a chi non l’ha mai considerata (i giovani) per dire loro: ecco, sono cambiata e sto ancora cambiando perché voi abbiate ancora bisogno di me, per fare ancora parte della vostra vita, per darvi ancora libertà. Il NAIAS però rimane ancora una formidabile macchina mediatica attraverso cui l’automobile celebra se stessa, la sua storia, la sua bellezza e l’insopprimibile (per ora) fisicità dell’uomo che ha creato gli strumenti per raggiungere luoghi diversi. Compresi Las Vegas o la Sylicon Valley. È vicino il giorno in cui potrà farlo da sola e senza inquinare. Ed è ormai chiaro che la sua via potrà trovarla nella strada che separa la Motor City dalla Sin City.

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