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pubblicato il 12 gennaio 2016

Dossier #sapevatelo

L'auto che guida da sola? E' potente come 150 laptop

Per guidare da sole, le auto hanno bisogno di una potenza di calcolo spaventosa

L'auto che guida da sola? E' potente come 150 laptop

Si fa presto a dire guida autonoma. Un po' meno a pronunciare, e a capire, i termini deep learning e supercomputing. Paroloni che sembrano presi in prestito dal più classico film di fantascienza e che invece fanno riferimento a tecnologie già esistenti e che presto troveremo sulle nostre auto. Sì perché per poter arrivare all'autonomous driving si deve per forza di cose passare da qui. Al CES di Las Vegas, per esempio, NVIDIA ha presentato Drive PX 2, evoluzione della piattaforma PX già utilizzata, tra gli altri, da Audi e BMW. PX2 si basa appunto su deep learning e supercomputing, al fine di garantire la capacità di orientarsi nel tempo e nello spazio - per poter stabilire con precisione le coordinate dell'auto e disegnare le traiettorie più sicure ed efficienti - e, di conseguenza, l'autonomous driving.

Guidare significa effettuare almeno 24 miliardi di operazioni al secondo

L'orientamento è frutto di una serie di complicatissime operazioni che l'essere umano svolge incessantemente sia che si trovi al volante di un veicolo, sia che cammini o circoli in bicicletta. A questo, si aggiunge la "lettura" delle condizioni della strada, del traffico, il calcolo degli spazi (di frenata, accelerazione, manovra...) e la valutazione di eventuali pericoli. Insomma, anche se non ce ne rendiamo conto, il nostro cervello fa un gran bel lavoro, mentre circoliamo rilassati per strada. Per poter garantire a un'automobile le stesse capacità, la potenza di calcolo della nuova piattaforma Drive PX 2 equivale a quella di 150 laptop di ottimo livello (NVIDIA parla di 150 MacBook Pro, riferendosi, anche se non lo specifica, alla versione da 13"), "rinchiusi" in una scatola poco più grande di un tablet. Non si potrebbero altrimenti eseguire 24 miliardi di operazioni al secondo, che consentono al sistema di imparare, molto rapidamente, a gestire le difficoltà quotidiane della guida su strada. Difficoltà che giungono al "cervellone" attraverso gli input di 12 videocamere, dal LIDAR (light detection & ranging), dai radar e dai sensori a ultrasuoni. E non è tutto, perché il sistema è anche in grado di riconoscere situazioni alle quali non è ancora stato "educato" e di farne tesoro (da qui il deep learning, ovvero "apprendimento profondo") per il futuro.

Talmente sofisticato da essere raffreddato a liquido

Il deep learning non basta: ci vuole anche un'architettura GPU capace di effettuare altri 8 miliardi di operazioni al secondo. Tutte le informazioni che arrivano dal mondo esterne devono infatti essere elaborate e tradotte in operazioni concrete: frenate, accelerazioni, cambi di direzione, etc.. Drive PX2 di NVIDIA integra 12 core, pari a 8 TeraFLOPS di potenza di calcolo. I processori grafici della PX2 sono invece due NVIDIA Tegra, capaci di gestire 2.800 immagini al secondo grazie anche a una rete neurale. Termini e numeri da specialisti dell'Information Technology, da nerd insomma. Per tornare a una dimensione più automobilistica, si può intuire la complessità di un tale sistema se si considera che necessita di un impianto di raffreddamento a liquido: l'assorbimento di potenza è pari a 250W, davvero elevato.

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Tag: Curiosità , guida autonoma


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