dalla Home

Live

pubblicato il 12 gennaio 2016

Dossier Salone di Detroit 2016

Il petrolio a buon mercato non fermerà l’elettrificazione

Intorno a Detroit la benzina costa 41 centesimi al litro, ma l’elettrificazione è un processo irreversibile

Il petrolio a buon mercato non fermerà l’elettrificazione

Il tabellone luminoso al distributore dice che la benzina costa 1,69. Non euro al litro, ma dollari al gallone che, al cambio attuale, fanno 41 centesimi al litro. Ed è questo il prezzo che costa il carburante nei dintorni di Detroit nei giorni del NAIAS. Effetto del petrolio a 33 dollari al barile che sta già spingendo di nuovo il mercato americano verso i truck e fa temere per le auto elettriche o ibride plug-in che intanto hanno raggiunto una quota del 2% mentre le ibride sono in flessione. Ma il mercato può davvero fare marcia indietro di fronte alla tentazione di fare soldi facili senza badare al futuro?

L’elettrico costa e fa guadagnare

Gli analisti sono sicuri di no, prima di tutto perché l’elettrica più venduta è la Tesla S dunque un modello ad alta redditività dove i tedeschi tra poco arriveranno in massa con tutta la loro artiglieria, ma soprattutto perché la strada è aperta e le case hanno già ipotecato somme ingenti nell’elettrificazione, come Ford che ha già annunciato un investimento di 4,5 miliardi di euro. E non c’è solo l’industria dell’automobile, ma anche quella dell’energia di consumo alla quale è stato chiesto di collaborare per sviluppare la tecnologia delle batterie. La questione dell’elettrificazione in definitiva appare troppo connessa all’immagine e ai nuovi servizi di mobilità, altro aspetto fondamentale per il futuro dell’automobile.

La scossa per le grandi sfide

Ci sono poi le macrosfide: la crescente urbanizzazione, la popolazione che aumenta, la qualità dell’aria e il mantenimento della qualità dell’ambiente accettabile. Ma ci sono anche altre ragioni strategiche puramente industriali che stavolta non faranno rallentare le lancette del progresso. La prima è il ricordo ancora fresco della crisi e la consapevolezza che le case americane sono quelle che hanno rischiato più di tutti di scomparire perché erano state tecnologicamente poco lungimiranti scommettendo sull’eternità del presente. La corsa è iniziata e questo è ora uno degli obiettivi, chi fa finta del contrario rischia di fare il pieno con un serbatoio bucato. La seconda è che l’industria dell’automobile sta legando sempre di più i propri destini alla new economy e questo la terrà inevitabilmente sulla corda anche perché la prima troverà nella seconda una concorrente oltre che un’alleata, ma sul proprio terreno.

L’America ha imparato

Ecco perché la nuova Chevrolet Bolt non corre i rischi della EV1 e l’auto elettrica non costituisce più un esperimento, perché può essere trainata da quella che, con il concomitate rallentamento della Cina, si sta confermando la nazione più importante dell’automobile, capace di condensare vendite, produzione, ricerca e capacità di assorbire tutte le novità facendosene da traino per tutta l’automobile o, come oggi va di moda dire, per la mobilità. La scossa è già andata a segno e anche il quadro normativo impone il mantenimento del timone verso il futuro rappresentato dall’elettrificazione come il modo più efficace per abbattere consumi ed emissioni.

Autore:

Tag: Live , auto elettrica , auto ibride , carburanti


Top