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Interviste

pubblicato il 4 gennaio 2016

Smog, come capirlo con semplici grafici e tabelle

Il meteo ha un peso enorme sullo smog. Aldo Ferrara (ERGAM) ci spiega il perché

Smog, come capirlo con semplici grafici e tabelle
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La parola "smog" sta tenendo banco in questi giorni, con tanto di annunci politici e un piano del Governo per risolvere il problema inquinamento. Tuttavia specie a Milano, Roma e nelle città colpite dai blocchi del traffico e dalle targhe alterne (appena revocate grazie all'abbassamento dei livelli di polveri sottili nell'aria, qui la situazione a livello nazionale) regna la confusione. Per inquadrare la quesione ci siamo fatti aiutare da Aldo Ferrara, professore di malattie cardiopolmonari dell’Università di Siena, e coordinatore scientifico dell’associazione European Automotive Medicine (ERGAM), nonché autore di “Long Term Driving” (in editing). Gli abbiamo subito domandato come stanno le cose da un punto di vista numerico. "Nelle metropoli, fatti salvi i disservizi, l’offerta di trasporto pubblico è sempre maggiore rispetto ai centri più piccoli. Nelle città al di sotto dei 200.000 abitanti, che sono la maggioranza in Italia, il rapporto vetture/abitanti è sempre vicino all’unità - ha risposto - . Non per nulla, nell’emergenza smog del gennaio 2000, la maglia nera toccò a città medio-piccole come Busto Arsizio, Pescara, Parma.​ In questi giorni sono coinvolte città come Lodi o Frosinone.​ In una metropoli come Roma, si muovono 662 vetture/1.000 abitanti, a Milano circa 700/1.000. La rete di trasporto pubblico di superficie e di profondità, con i ​53 km di metropolitana romana e 94 km a Milano, per quanto modesta, consente a una fascia di utenti, sia pure limitata, di evitare il ricorso a mezzi privati”.

OmniAuto.it: C’è una tabella per fotografare la situazione?
Aldo Ferrara: “Sì. Nella tabella numero 1, si compara la rete di profondità delle principali città italiane con le metropoli europee. È evidente che il problema sia strutturale, di inadeguatezza dell’offerta pubblica. Se si assume il rapporto km di rete/abitanti, a Parigi e Londra questo risulta più elevato che Roma e Milano. Provate a immaginare quanto singolarmente un cittadino possegga della rete. A ogni abitante di Parigi spetterebbero 17 cm di rete, a quello londinese 5,6 cm; al milanese 6.5 cm, al cittadino romano 1,8 cm, numero che appare superiore solo ​ al cittadino di Ankara”. ​(Fig. 1)​

OmniAuto.it: Restiamo a Roma e Milan: il meteo quanto peso ha sullo smog?
Aldo Ferrara: “Enorme. Lo dicono i bollettini dell’Arpa Lazio dal 14 al 20 dicembre 2015: il maggior numero di sforamenti degli NOx e di PM10 avviene in una fascia territoriale che esula dal centro metropolitano romano e si sposta sul versante sud-orientale, investendo piccoli Comuni del Frusinate come Ceccano, 23.000 abitanti, che vanta il più alto numero di superamenti (110) sui valori di PM10. Mentre nell’area di Cinecittà (Roma) il numero di superamenti nello stesso periodo è circa la metà. È dunque un chiaro problema meteorologico attribuibile alla ‘rosa dei venti’ che si spinge in direzione sud/sud-est. Il problema fu affrontato per la prima volta da Ferrara e Giuliacci nel 1984 a Milano. In un’indagine epidemiologica, si vide che la massima concentrazione di pazienti asmatici e bronchitici si localizzava, come aree di residenza e/o lavorative, nel nord-ovest dell’hinterland. A questo dato epidemiologico-clinico, corrispondeva un tracciato della polluzione atmosferica dell’epoca, prevalentemente caratterizzata da SO2, la cui responsabilità era da attribuirsi in massima parte all’allora ancora presente polluzione industriale dell’area Sesto-Pero, ora Expo”.​ (Fig. 2)​

OmniAuto.it: C’è una soluzione?
Aldo Ferrara: “Partiamo da questo: è impensabile ritenere Ceccano una metropoli. E poiché tale cittadina con i valori di polluzione presentata risente massimamente di fattori loco-regionali, nel Frusinate costituite da aree industriali ancora attive e soprattutto della ‘rosa dei venti’, appare di primo interesse attivare un concerto di coordinamento tra epidemiologi e meteorologi esattamente come si fece a Milano in cooperazione tra l’Università di Milano e l’Aeronautica del Centro meteorologico di Linate”.

OmniAuto.it: Trasporto pubblico locale: sono stati fatti passi avanti?
Aldo Ferrara: “È importante ricordare che l’emergenza smog di fine 2015 è la riproduzione esatta di quello che avvenne tra il 22 dicembre 1999 e il 25 gennaio 2000, quando la trappola smog coinvolse 122 Comuni italiani, di cui 87 al di sotto dei 200.000 abitanti. La mancanza di fondi strutturali per l’innovazione nel trasporto locale, dalle metropolitane di superficie a quelle profonde, ha impedito una ridefinizione del trasporto cittadino, mantenendo in sostanza il rapporto Traffico Pubblico/Traffico Privato negli stessi termini degli anni Novanta. Come si vede, il problema richiede un assetto pluridisciplinare e una programmazione a largo raggio, mediante una Conferenza europea del traffico urbano, dove vengano anche discusse le motivazioni per le quali il 76% degli incidenti stradali avviene nelle strade urbane, trovandosi nella stessa percentuale (80%) l’utilizzo dei mezzi privati. Per ultimo, giova ricordare a quanto possa ammontare il risparmio economico qualora il traffico locale mutasse da privato a pubblico​. Il risparmio, quantizzato in termini di usura del vicolo, consumo del carburante, riduzione dello stress da guida, è stimano al 20-​30% nella misura di circa ​8 miliardi di euro”. (Fig. 3)

OmniAuto.it: E sui bus di turisti nelle nostre città, esistono dati?
Aldo Ferrara: “Nei Paesi europei evoluti, ai bus turistici è inibito l’ingresso nei centri storici. In Italia, la normativa non è univoca, varia da città a città, ma serve sapere che l’80% dei bus sono vecchi: si veda la quantità abnorme di Euro 0, 1 e 2 del grafico numero 4. Un guaio per l’aria. Gli incentivi promessi nella conferenza stampa del 30 dicembre pari a 12 milioni al massimo potrebbero consentire l'acquisto di 120 bus nuovi, uno per capoluogo di provincia grosso modo”.​ (Fig. 4)

[Foto: da ilmeteo.it]

Autore: Redazione

Tag: Interviste , inquinamento , interviste


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