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pubblicato il 30 dicembre 2015

Smog, così il Governo pensa di risolvere il problema

I Comuni potranno imporre i 30 km/h in città, creata una task force politica per una strategia sulla mobilità verde

Smog, così il Governo pensa di risolvere il problema

La riunione al Ministero dell’Ambiente tra il ministro Galletti, i vertici della protezione Civile e i sindaci delle principali città per trovare una soluzione all’emergenza smog si è conclusa così: nuovi poteri ai Comuni in caso di sforamento per 7 giorni consecutivi dei limiti di smog; milioni di euro (per lo più ottenuti attraverso il Fondo Kyoto) per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici ed investire nella mobilità sostenibile e una task force (tutta politica) che nei prossimi tre anni studierà una strategia anti-inquinamento di lungo periodo. I dubbi però sono tanti: manca uno studio scientifico che chiarisca una volta per tutte quali sono le cause alla radice del problema (le auto sono soltanto la punta di un iceberg ed il Pm10, come abbiamo anticipato in quest’articolo, ha diverse sorgenti, a cominciare dalle attività industriali) e poi alcuni provvedimenti sembrano nati solo per fare cassa, come i 30 km/h che i Comuni possono imporre in città (per ora niente 110 km/h in autostrada come ipotizzato nelle scorse ore): ma in un Paese dove spesso mancano i controlli siamo sicuri che sarà una manovra efficace? Vediamo in dettaglio cosa è stato deciso.

La strategia nazionale: cosa possono fare i Comuni

Dopo la riunione al Ministero dell’Ambiente, se in un comune il limite di Pm10 consentito per legge verrà superato per 7 giorni consecutivi i sindaci potranno abbassare il limite di velocità a 30 km/h nelle aree urbane; imporre la riduzione di due gradi centigradi delle temperature massime di riscaldamento negli edifici pubblici e privati e limitare l'utilizzo della biomassa per uso civile dove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento. Ok, ma il dubbio sui controlli rimane: chi li effettuerà e come? A questo lavorerà la task force politica da qui al 2018, intanto l'unica certezza sembra essere il fondo da 12 milioni di euro messo a disposizione dei Comuni per incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico locale, che in molti casi è obsoleto. E qui entrano in ballo i fondi.

Milioni di euro arrivano dal Fondo Kyoto

Per la svolta “verde” dell’Italia sono stati stanziati nel medio periodo ben 405 milioni di euro, molti dei quali arrivano dal Fondo Kyoto gestito dalla Cassa depositi e prestiti (50 milioni per realizzare la rete di ricarica per le auto elettriche e 250 milioni per l'efficienza energetica in scuole, strutture sportive e condomini). Per riqualificare gli edifici della pubblica amministrazione centrale sono stati stanziati 70 milioni di euro e per la mobilità sostenibile casa-scuola, casa-lavoro, car e bike sharing, piedibus (già approvate con il Collegato ambientale) ne sono stati indicati 35 milioni. A queste vanno aggiunte le misure già approvate con la Legge di stabilità: 25 milioni per l'efficienze energetica negli edifici pubblici (dal Fondo congiunto ambiente-sviluppo); la proroga degli ecobonus al 65% per le ristrutturazioni e l'estensione degli stessi all'edilizia residenziale pubblica; le detrazioni nei condomini per gli spazi comuni per innalzarne la qualità energetica.

Il “comitato di coordinamento ambientale”

Per mettere a punto una strategia “eco” di lungo periodo è nato oggi il “comitato di coordinamento ambientale” che per i prossimi tre anni definirà come controllare e ridurre le emissioni degli impianti di riscaldamento delle grandi utenze; come trasformare il trasporto pubblico di oggi in trasporto a basse emissioni rinnovando il parco mezzi (ma qui tornano alla memoria le decine di autobus elettrici acquistati e mai utilizzati dal Comune di Roma); migliorare le infrastrutture e rendere efficiente la rete di ricarica per le auto elettriche. Il comitato però non è composto da ingegneri, biologi o scienziati, ma da politici ovvero dai sindaci delle città metropolitane e dai presidenti di regione. Una task force presieduta dal ministro dell'Ambiente che predisporrà anche incentivi al verde pubblico e, forse, nuovi incentivi per la rottamazione dei veicoli privati più inquinanti.

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Tag: Attualità , auto elettrica , auto ibride , car pooling , car sharing , inquinamento


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