dalla Home

Attualità

pubblicato il 30 dicembre 2015

Londra come Roma e Milano pensa ai blocchi del traffico

L’argomento smog diventa centrale anche nella campagna per il nuovo sindaco della città inglese

Londra come Roma e Milano pensa ai blocchi del traffico

Il blocco del traffico a Milano e le targhe alterne a Roma non hanno dato risultati ed il livello di polveri sottili è persino aumentato (come abbiamo scritto qui), ma dall’altra parte della Manica non sembra sia importante visto che Rosalind Readhead, una delle candidate a sindaco di Londra (a maggio scade il mandato di Boris Jonhon), sta facendo del nostro caso un esempio da seguire. Londra potrebbe presto adottare il blocco del traffico non solo nel centro storico ma in tutto il territorio nell’ottica di un programma a lungo termine per cercare di abbassare il livello d’inquinamento. Ma Londra è anche la città della congestion charge, la tassa di congestione che devono pagare i conducenti di alcuni mezzi a motore per poter accedere alle parti designate come Congestion Charge Zone e situate nel centro città. E’ un'invenzione inglese nata per scoraggiare l'utilizzo dei mezzi di trasporto a motore privati, ridurre la congestione e ricavare fondi per investimenti nel trasporto pubblico ed ha anche ispirato l’Area C di Milano, tuttavia è evidente che non basta per fra fronte all’emergenza polveri sottili.

L’ipotesi più accreditata in questi giorni e che a Londra stanno proponendo in molti è che si ricorra a massicci blocchi del traffico vietando la circolazione ai non residenti per poi ricorrere a regole più ferree; e il 63% dei residenti - dicono i sondaggi - sarebbe persino disposto a vietare per sempre l'ingresso delle auto private nel centro storico, mentre un 58% preferirebbe ricorrere a blocchi del traffico mensili. Una serie di ipotesi che serpeggiano anche in altre città, indipendentemente dai risultati che invece in Italia stanno dando le centraline di monitoraggio. Nel frattempo a Parigi, lo ricordiamo, è stato già deciso che dal 2020 la circolazione sarà consentita solo alle auto immatricolate dopo il 2011 e ai motocicli registrati dopo il luglio 2015 (qui i dettagli su Parigi). Secondo i detrattori dei blocchi alla circolazione quest’iniziativa porterà alla rottamazione di circa 3 milioni di auto nei prossimi cinque anni, mentre il governo francese ha già annunciato una campagna anti-diesel che prevede importanti incentivi statali per chi rottama una vecchia auto a gasolio e ne compra una elettrica.

Autore:

Tag: Attualità , inquinamento


Top