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Attualità

pubblicato il 29 dicembre 2015

Guida autonoma, a che punto siamo arrivati?

Ci stiamo avvicinando a grandi passi. Toyota, Mercedes e Tesla le Case più "avanti", ma ce ne sono tante altre

Guida autonoma, a che punto siamo arrivati?
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Dici guida autonoma, pensi alla Google Car e alla Apple Car; semmai alla Tesla. Invece c'è un'azienda molto più tradizionale, nel senso che produce autoveicoli da oltre 80 anni, che è ancora più "avanti". Si chiama Toyota e proprio in questi giorni sta dando il via a un progetto pilota, in Giappone, grazie al quale alcune automobili riceveranno e invieranno dati fra loro, oltre che da e verso telecamere posizionate in prossimità di incroci, sensori annegati nell'asfalto, centraline di comando dei semafori. E poi sono molti altri costruttori che si stanno lavorando, e da molto tempo, con l'obiettivo di iniziare la commercializzazione nel 2020. In ogni caso, è meglio chiarire che con la definizione di "guida autonoma" non si intende quella totale, ovvero in grado di sollevare l'uomo dalle proprie responsabilità. Prototipi in grado di sostituirsi al 100% all'uomo esistono, manca però una legge che disciplini la materia; nei Parlamenti di alcuni Paesi se ne parla già da tempo, ma la soluzione non è facile: a chi dare la colpa in caso di eventuali incidenti? Non solo: per il momento, escluse alcune aree circoscritte, manca l'infrastruttura tecnologica per implementare tali sistemi su scala, se non globale, almeno ragionevolmente ampia.

Per il momento siamo ai "preliminari"

Il progetto di Toyota si chiama ITS - Intelligent Transportation System - e informerà chi guida, attraverso appositi allarmi sonori e visivi, su quello che sta accadendo davanti, dietro e accanto alla sua auto. Di più: ITS fa luce (virtuale) su ciò che è nascosto alla vista della persona; auto, ciclisti o pedoni dietro una curva, per esempio. ITS avvisa anche sull'eventuale avvicinamento di un'ambulanza ai veicoli che la precedono o la potrebbero incrociare, sul semaforo rosso, sul countdown prima della luce verde e crea una sorta di "community" fra i cruise control adattivi: ogni veicolo che ne è dotato conosce quello che fa l'altro, riducendo drasticamente il pericolo di tamponamento. Si tratta di un esempio di avanzatissima tecnologia applicata sia ai veicoli sia alle infrastrutture, ma nemmeno in questo caso i guidatori sono sollevati dalle proprie responsabilità. Ancora giapponesi, lato Honda: la promessa è che nel 2020 (non a caso in concomitanza con le Olimpiadi di Tokyo) metterà in commercio il primo veicolo a guida 100% autonoma, almeno sulle autostrade. Del resto la casa giapponese ha un'ampia esperienza in questo settore, anche se poco "sbandierata": dal 2005 offre il cruise control attivo con sterzata assistita, che dà la direzione alle ruote anteriori seguendo le linee che delimitano la corsia.

Tesla e Mercedes cambiano corsia in automatico

La nuova Mercedes Classe E, che debutta fra pochissimi giorni al Salone di Detroit, cambierà corsia da sola grazie all'Active Lane Change Assist, che utilizza due radar ed una telecamera stereoscopica capaci di "perlustrare" la zona circostante. Al guidatore basterà attivare l'indicatore di direzione per oltre due secondi per far eseguire - in automatico - alla nuova Classe E un cambio di corsia nelle condizioni di massima sicurezza; dunque, solo se il sistema non ha rilevato la presenza di veicoli nelle "zone sensibili". Detto questo, al guidatore resta l'incombenza di vigilare sul funzionamento del sistema e, in caso di sinistri, la responsabilità resta sua al 100%. Il sistema è attivo fra 80 e 180 km/h. Lo stesso dispositivo è stato implementato nel sistema di gestione della Tesla Model S dopo l'estate.

Scendi dalla BMW Serie 7 e la parcheggi col telecomando

BMW ha stupito il mondo con l'ammiraglia Serie 7. Come? Con il Driving Assistant Plus, che dà una mano nel mantenimento della traiettoria, nella prevenzione della collisione posteriore e, soprattutto, nell'attraversamento degli incroci: grazie al "blocco" automatico della vettura, se da destra o da sinistra arriva un altro veicolo, le classiche collisioni laterali dovrebbero appartenere al passato dell'automobile. Inoltre, la nuova ammiraglia bavarese può essere sistemata nell'area di parcheggio dopo che si è scesi dalla vettura: basterà comandarla con la chiave/telecomando per farle compiere movimenti (corti) avanti e indietro. I vantaggi? Se il parcheggio è stretto, per esempio, non si devono fare "contorsionismi" in fase di uscita. Sempre in Germania, Audi, su un'auto di (relativamente) grande diffusione come la nuova A4, ha implementato una telecamera che rileva ogni oggetto in movimento davanti alla vettura fino a un raggio di 100 metri e fino a 85 km/h. E poi va ricordata l'impresa della RS 7 piloted driving, che da sola ha corso in pista a Barcellona (qui le foto e il video della sportiva da 560 CV senza pilota che gira a Parcmotor).

Volvo e l'efficienza svedese

Ultima, ma non certo per importanza, la Volvo. Forte anche della collaborazione e della lungimiranza dell'amministrazione cittadina di Göteborg, nel 2017 metterà su strada i primi 100 automobilisti su vetture dotate di sistemi di guida totalmente (questa sì) autonoma. Si tratta di un progetto che non potrebbe esistere se già ora le auto del marchio svedese non avessero sistemi in grado di mantenere la corsia, la distanza di sicurezza, di riconoscere pedoni e ciclisti (ma anche animali con l'Animal Detection) e di agire di conseguenza su freni, acceleratore e sterzo.

L'importanza delle aziende di componentistica

Ci sono poi delle aziende che non godono delle luci della ribalta, se non saltuariamente, il cui ruolo è però fondamentale per la nostra sicurezza stradale. Rispondono al nome di Delphi, Continental e Bosch, per esempio. Proprio quest'ultima, tanto per capirci, equipaggia la Tesla Model S di sensori, telecamere, attuatori e centraline fondamentali per il funzionamento della guida autonoma. Prototipi con tecnologia Bosch a oggi hanno già percorso oltre 10.000 km fra Europa e USA, tutti con ottimi report da parte dei collaudatori, che non hanno mai lamentato situazioni di pericolo.

Tanti marchi, anche cinesi, ma l'Italia?

All'auto che guida da sola stanno lavorando anche Ford, che ha siglato un accordo con Google; PSA, il cui prototipo ha percorso da solo 3.000 km da Parigi a Madrid; e Nissan che in Giappone ha dato il via a test di guida autonoma su strada con una Leaf modificata che è già in grado di muoversi da sola sulle autostrade. Anche la Cina si sta dando da fare, come dimostra la Baidu Car, ecco la risposta cinese alla Google Car... E l'Italia? Come vi abbiamo spiegato approfonditamente in quest'intervista ad Alberto Broggi, docente di Sistemi operativi e Visione artificiale all’Università di Parma e General Manager di VisLab, la sua ricerca è stata all'avanguardia nel settore, ma ad accorgersene sono stati gli americani: di recente Vislab è stata acquisita da una società della Silicon Valley (qui i dettagli) e sono in arrivo investimenti e assunzioni.

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Autore: Adriano Tosi

Tag: Attualità , guida autonoma


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