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pubblicato il 22 dicembre 2015

Problemi di udito, conseguenze per chi ha la patente

Esistono alcuni vincoli alla guida quando si ha una ridotta percezione degli stimoli esterni

Problemi di udito, conseguenze per chi ha la patente

In due parole: sentirci un po' meno e guidare l'auto. Ecco l'argomento di questo articolo sulla salute. Scientificamente, si parla di ipoacusie: indicano una riduzione della capacità uditiva e percettiva. Che può essere mono o bilaterale, parziale o totale. Per capacità auditiva si deve intendere la possibilità di percepire e distinguere tra loro rumori di fondo, rumori essenziali utili, parole ed effetti musicali. I problemi alla guida sono caratterizzati da una ridotta percezione degli stimoli esterni che possono essere premonitori di incidente (clacson o altri avvisatori). Naturalmente la percezione della sensorialità auditiva è ridotta anche indoor, nell'abitacolo stesso: morale, il guidatore è insensibile agli avvisi di cui numerose vetture sono dotate.

Una sestina da conoscere

1# Diffusione. Circa il 12% dei cittadini italiani è affetto da ipoacusie con una crescita rilevante per gli over 60, colpiti nella misura del 30%. Com'è ovvio che sia, con l'età i guai emergono. In Italia, dei quasi 40 milioni di patentati (si arriverà presto a sfondare questo muro), 7 milioni sono ultrasessantenni e 6 milioni nella fascia compresa tra i 50 e i 59 anni. Si deduce che 4 milioni presentino problemi a diversa gamma di gravità.

2# Diagnosi. La regola d'oro è non vergognarsi di manifestare il guaio al proprio medico. Il guaio è che almeno il 50% di chi soffre di problemi all'udito perviene a una diagnosi tardivamente, perché non ha percezione della patologia o la tiene nascosta un po' tutti. Ed ancora nel decennio 2020-2030 questa popolazione è destinata all'incremento del 15%.

3# Stimoli. I problemi alla guida sono caratterizzati da una ridotta percezione degli stimoli esterni che possono essere premonitori di incidente (clacson o altri avvisatori). Naturalmente la percezione della sensorialità auditiva è ridotta anche indoor, nell'abitacolo: il guidatore è meno sensibile a qualsiasi "avviso" della vettura. Può essere un rumorino del motore, o un dispositivo tecnologico che segnala un malfunzionamento (l'alert contro il colpo di sonno). Il soggetto vive nel "suo mondo acustico", quasi isolato dallo spazio circostante.

4 # Che caos. Attenzione: chi soffre di ipoacusia dovrebbe evitare di rendere ancora più rumoroso l'abitacolo. Il sovrapporsi di rumorosità aggiunta, dai 60 ai 100 decibel, come la musica o trasmissione radiofonica, il telefono in vivavoce, la vocalità navogatore, potrebbe contribuire negativamente alla selezione dei segnali acustici esterni o interni provenienti dalla vettura. Si ha una sovrapposizione che può rivelarsi estremamente negativa per il conducente per l'incapacità di distinguere suoni "utili" da quelli consueti.

5# Discrezionale. La normativa vigente è chiara: il rilascio/rinnovo delle patenti per le auto avviene se si percepisce "da ciascun orecchio la voce di conversazione con fonemi combinati a non meno di due metri di distanza". Non è una formula granché efficace, molto discrezionale.

6# Nuove regole. Un aggiornamento della normativa (con criteri più stringenti) favorirebbe un maggior controllo dei requisiti fisici dei soggetti dotati di patente, garantendo una maggior sicurezza alla guida soprattutto nei soggetti over 60, senza alterare il livello di spesa sociale nazionale.

Quale strada, in teoria

Il rilascio/rinnovo della patente è subordinata all'efficienza del guidatore. È l'esame medico a stabilirlo, anche per quanto concerne l'udito. Nel caso ci siano dubbi, il secondo step è l'esame di una commissione medico-locale: se arriva il sì alla guida, può darsi che sia limitato. In particolare, sulla patente, possono esserci vincoli: esempio, divieto di guidare la macchina in autostrada la sera. Oppure obbligo di guidare se c'è una persona accanto.

[In collaborazione con: Aldo Ferrara, professore di malattie cardiopolmonari dell’Università di Siena, e coordinatore scientifico dell’associazione European Automotive Medicine (ERGAM), nonché autore di “Long Term Driving” (in editing); e il prof. Fabrizio Ottaviani, direttore clinica ORL, Policlinico Tor Vergata Roma, vicepresidente ERGAM.]

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute


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