Test

pubblicato il 11 dicembre 2015

Ford, dedizione integrale

L’Ovale Blu si concentra sulla trazione su 4 ruote in ogni sua forma con l’obiettivo di allargare il suo spettro di azione

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Ford punta senza mezzi termini alla trazione integrale offrendo una gamma senza precedenti di modelli e versioni che affidano la spinta del loro motore a tutte e 4 le ruote, ma con declinazioni nettamente diverse. Se infatti su Kuga e la nuova Edge la trazione integrale è un obbligo legato alla loro natura di Suv, costituisce una novità assoluta per Mondeo, S-Max e Galaxy. Per il nuovo Ranger parliamo di un fuoristrada vero con il cassone, che deve essere capace di arrampicarsi dappertutto con persone e carico, per il Transit di un veicolo commerciale che, alla bisogna, tira fuori l’asso dalla manica mentre la nuova Focus RS ha l’esigenza di scaricare a terra 350 CV e di fornire sensazioni di guida uniche. Il risultato è che, se nel 2012 erano solo 3 le Ford a trazione integrale o 4x4 vendute in Europa, ora sono 8 e riguardano il 50% dell’intera gamma con vendite che dalle 63mila unità del 2014 sono destinate a raggiungere quota 139mila (+120%).

Andare alla fonte, dell'acqua

Poterle però provare tutte insieme, proprio dove Ford mette a punto i propri prodotti, ovvero il proving ground di Lommel, è un’esperienza che non capita spesso e, allo stesso, verificare le sensazioni con i tecnici e i collaudatori che le hanno messe a punto, non solo in Belgio, ma anche tra i ghiacci artici, il deserto del Mohave in California, le nevi delle Alpi, ma anche i l Sudafrica, Arizona, Nuova Zelanda e anche Nürburgring e Nardò, con temperature che vanno da -30 °C a +40 °C. Qui in Belgio c’è poco da spaziare con la fantasia: il termometro segna 7 °C e la pioggia è incessante, ma mi sembra che siano le condizioni migliori per provare le Ford a trazione integrale.

Integralmente posteriore

E comincio dal meglio. Mi infilo il casco, ma non i guanti: a guidare la Focus RS sarà Daniel e io mi aspetto solo di soffrire, mercé dell’invidia e degli strapazzi sul circuito handling di Lommel che – lo so perché lo conosco – è una specie di ottovolante su asfalto, con curve e controvurve, dossi e cunette. Per fortuna mi sbagliavo. Daniel ha la mano ruvida, il piede pesantissimo e il sorriso stampato. E bastano poche curve perché anche io inizi a ridere come un bambino perché la RS è incredibile, anche da passeggero: si inserisce facile e a metà curva, invece di aspettare che le ruote siano dritte, il maestro accelera spazzolando l’altra metà come se avesse la trazione posteriore. Il merito è di un sistema di trazione integrale davvero esclusivo che trasmette fino al 70% della coppia alle ruote posteriori e che merita un approfondimento. Secondo giro, ancora più veloce e una battuta “Se tu sapessi che cosa è capace di fare con i semi-slick sull’asciutto…”. Il sogno è finito, si passa ad un altro articolo.

"In media stat securitas"

È il turno di Mondeo, S-Max e Galaxy ovvero le medie, frutto di una stessa piattaforma e costruite nello stesso stabilimento (Valencia, in Spagna). Per tutte e tre si tratta di un debutto, anche se già la Sierra XR aveva avuto la trazione integrale a metà degli anni ’80. Su tutte e tre la presenza del sistema si vede solo a vettura accesa, con un indicatore sul cruscotto che segnala il trasferimento di coppia ai due assali, passando dal 100% alle ruote anteriori al 50% a quelle posteriori in soli 20 millesimi. Il sistema inoltre sfrutta i freni per migliorare direzionalità e motricità e ha una logica predittiva, me ne accorgo quando parto e una parte della coppia prende la via verso dietro e lo stesso avviene in rettilineo, anche affondando. Se invece provo a farlo in una curva stretta, nessuna delle tre si scompone e, senza neppure scomodare troppo l’ESP, mantengono la traiettoria alla perfezione. Già mi piacevano, ora ancora di più e 2mila euro in più per la trazione integrale mi sembrano un prezzo equo.

Un ventaglio di esperienze

Ho anche il modo di provare la Kuga e in anteprima la nuova Edge. Anche qui la logica di funzionamento è ineccepibile e la sicurezza è assicurata anche quando esagero volutamente. Per curiosità ho voluto provare anche il Transit dotato di trazione integrale che può essere inserita a qualsiasi velocità dando così modo anche alle ruote anteriori di spingere alla pari di quelle posteriori. Trattasi di un bel jolly soprattutto a pieno carico e in presenza di fondi difficili. E visto che ci sono, rifaccio un giro anche sul Ranger che ho avuto già la possibilità di provare in Sudafrica, giusto per vedere se con l’acqua gli riesce quello che gli ho visto fare con la polvere. Anche qui non vengo deluso: la trazione integrale inseribile fino a 120 km/h, le ridotte e il differenziale posteriore autobloccante a controllo elettronico la tirano fuori anche dal fango, anche su pendenze e dossi impegnativi. Del resto, sulla F-Series – il pick-up venduto in quasi 40 milioni di esemplari e il veicolo più venduto negli USA da 2 decenni – la trazione integrale è presente dal 1959. Se non sanno loro come si fanno queste cose…

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Tag: Test , Ford , auto americane


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