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pubblicato il 11 dicembre 2015

Audi RS 6 Performance, in pista sfidando le leggi della fisica

Due tonnellate e 605 cavalli tra i cordoli sono follia? No, ma solo fino a che gli pneumatici non si arrendono

Audi RS 6 Performance, in pista sfidando le leggi della fisica
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Alzi la mano chi al volante di un'auto da 605 CV, accreditata di uno 0-100 km/h in 3,7 secondi e di una velocità massima di 305 km/h, non vorrebbe avere a disposizione una striscia rettilinea di asfalto per scatenare tutta la potenza fino a piegare la linea dello spazio-tempo. "Put the pedal to the metal", come dicono gli americani e lascia che i due turbocompressori del 4.0 V8 bi-turbo risucchino tutta l'aria che riescono. Gestire 750 Nm di coppia non è cosa da tutti i giorni, ma se ci sono una trazione quattro – quella originale, con i tre differenziali e il motore longitudinale – e un bel cambio ZF a 8 rapporti è tutto più facile. Stiamo parlando della nuova Audi RS 6 Performance, ormai l'avrete capito, e della sua sorella RS 7 Sportback. Le due auto condividono praticamente tutta la meccanica e si differenziano nello stile, ma la station wagon è certamente più spettacolare, sia per l'ossimoro generato dalla sua carrozzeria che per ragioni anagrafiche.

L'autobahn è casa sua

Sarò sincero, ho già guidato una RS 6 e sebbene fosse quella da 560 CV vi garantisco che per capire la differenza con quella da 610 ci vorrebbero giorni. Ho anche avuto la fortuna, in quell'occasione, di mettere in pratica il motto degli smanettoni d'oltreoceano e il ricordo di come sull'autobahn tedesca la RS 6 riprendesse oltre i 200 km/h è ancora ben vivo in me. L'esemplare di quella volta aveva il pacchetto Dynamic con limitazione a 305 km/h e sebbene fossi riuscito a raggiungere solo i 285 km/h, la facilità con cui la station wagon Audi si portava a questa velocità folle mi aveva lasciato interdetto. Certamente la RS 6 si trovava a "casa sua" e per questo sono molto curioso di riprovarla a Vallelunga, un circuito che conosco bene e che metterà a dura prova le due tonnellate abbondanti della familiare tedesca. Per questo speciale test ho scelto l'Audi Sport Track Attack, l'evento che la Casa tedesca organizza in pista per i suoi clienti più affezionati e veloci.

Piegare le leggi della fisica

Per quanto l'elettronica e la componentistica siano al top, infatti, le leggi della fisica non si possono modificare. La RS 6 Avant, in ogni caso, fa di tutto per provarci, appoggiandosi su quattro cerchi in lega da 21 pollici che calzano pneumatici 285/30, facendosi sostenere dalle sospensioni attive ad aria e spostando al posteriore il 60% della trazione in condizioni standard. E la realtà è che quasi ci riesce, perlomeno fin quando la temperatura delle gomme e dei dischi rimane nel range ottimale. Dopo, il mordente cala e il sottosterzo ricorda che sull'asse anteriore ci sono oltre 1.000 chili. Considerando che l'Audi RS6, per quanto possa essere una station wagon estrema, rimane un'auto votata alla strada e non alla pista, posso dire che l'esame dei cordoli è superato, ma è ancora più interessante sapere come.

Il pugno del motore

Il motore è la prima cosa che colpisce. Duro e allo stomaco. Uscendo piano dalla pit-lane e affondando il gas i miei organi interni cercano di saggiare la qualità dei sedili sportivi in pelle e quando tornano nella loro posizione sono già nel Curvone a circa 200 km/h. Qui la lunghezza dell'auto e il passo di quasi 3 metri giocano a mio favore: la stabilità è totale. Poi arrivano i Cimini e la prima seria verifica, l'inserimento. Ecco, qui non bisogna strafare, perché il muso tende a prendere il sopravvento. Il trucco è trovare la giusta velocità per raccordare anche la seconda curva senza che l'auto allarghi e quando si tocca il punto di corda spingere a tavoletta. Nella Campagnano bisogna avere pazienza, perché se non si aspetta il momento giusto per riaprire il gas il sottosterzo è assicurato e lo stesso discorso vale per le tre curve successive, in particolare per la Semaforo e il Tornantino.

Il sottosterzo in agguato

Con la RS 6 è tutto un gioco di attese, visto che la spinta del posteriore non è sufficiente a far girare l'auto "di gas" innescando un utile sovrasterzo, così come lo stesso retrotreno è poco incline ad allargare in ingresso curva. Insomma, quest'Audi va sui binari nel senso stretto del termine e quando non ci va più è perché sta sottosterzando. Lo confermano anche la Esse, dove il trasferimento di carico va gestito con fluidità e la Roma, in cui è necessario trovare bene l'appoggio e riaccelerare con la giusta progressività. In altre parole, bisogna guidare molto pulito, sfruttando l'immensa coppia e la motricità in uscita di curva, dimenticandosi subito di fare "gli splendidi" in ingresso. Così facendo la RS 6 si merita del tutto il suo nome "performance", perlomeno fino a che le gomme alzeranno bandiera bianca.

Scheda Versione

Audi RS 6 Avant
Nome
RS 6 Avant
Anno
2013 (restyling del 2014)
Tipo
Premium
Segmento
superiore
Carrozzeria
Wagon
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Alessandro Vai

Tag: Test , Audi , auto europee


Listino Audi A6

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
4.0 TFSI quattro tiptronic Avant 4x4 benzina 560 4 5 € 116.950

LISTINO

4.0 TFSI 560cv quattro tiptronic Avant 4x4 benzina 560 4.0 5 € 116.950

LISTINO

4.0 TFSI 605cv quattro tiptronic Performance Avant 4x4 benzina 605 4.0 5 € 125.000

LISTINO

4.0 TFSI quattro Performance tip. Avant 4x4 benzina 605 4 5 € 125.000

LISTINO

 

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