Curiosità

pubblicato il 15 dicembre 2015

Dossier #sapevatelo

La Porsche 911 si doveva chiamare 901

Il nome del mito è nato casualmente, da una controversia franco-tedesca

La Porsche 911 si doveva chiamare 901
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Come nasce il nome di un'icona dell'automobilismo? A volte è solo una sigla, altre una parola che ispira simpatia e che può essere capita e tradotta facilmente in varie parti del mondo, altre ancora, invece, è totalmente frutto della casualità. E' il caso della Porsche 911 e di come si è arrivati alla scelta di questo numero a tre cifre che è ormai un sinonimo stesso del concetto di auto sportiva. La 911, infatti, doveva chiamarsi 901 - che poi era semplicemente la sigla interna del suo progetto - e per un brevissimo periodo di tempo ci si è anche chiamata, ma la storia è durata solo per qualche settimana o, adottando un'altra unità di misura, per 82 macchine. E' stata questa, infatti, la produzione iniziale di 901 che era partita appena dopo il Salone di Ginevra e poi subito interrotta.

Il problema di Ginevra

Proprio al Salone svizzero, infatti, venne fuori il problema del nome. Fu la Peugeot a porlo, ricordando ai tedeschi che in Francia deteneva i diritti di tutti i numeri a tre cifre con lo zero nel mezzo. La 901, quindi, non avrebbe potuto essere venduta in territorio francese con quel nome. La decisione della Porsche fu rapida e netta: anziché cambiare sigla solamente per la Francia, l'auto venne nominata con un altro numero, 911. Le 82 auto costruite non vennero vendute, ma usate per i test e per alcune dimostrazioni; tuttavia, alcuni esemplari sono finiti, in qualche modo, nelle mani di clienti privati, come per esempio il tuner Alois Ruf - padrone dell'azienda omonima - che possiede la numero 37.

Il “permesso” a Ferrari

Quanto ai brevetti sui numeri, è molto curioso che il comportamento di Peugeot sia stato assai diverso quando lo stesso problema si è posto con un altro marchio di auto sportive, la Ferrari. Sia la 208 che la 308 degli anni Settanta e Ottanta, infatti, infrangono l'esclusiva della Casa francese. Tuttavia, come molti appassionati sanno, Enzo Ferrari era un grande estimatore delle Peugeot ed era solito usarle come auto personali quando non guidava uno dei suoi bolidi. I suoi rapporti con la Casa francese e con la famiglia Peugeot erano dunque ottimi e alla Ferrari fu concesso di utilizzare le sigle in questione.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Curiosità , Porsche , auto europee , auto storiche


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