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pubblicato il 4 dicembre 2015

Nuova Renault Megane, la lezione delle grandi

Sotto ha la base tecnica di Espace e Talisman, fuori è ben vestita, dentro qualità e dotazione mai viste sulle precedenti

Nuova Renault Megane, la lezione delle grandi
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Nessun dorma e non c’è dubbio che in Renault quest’anno siano stati ben svegli così, dopo aver costruito la gamma completa dei crossover, è il turno delle auto “normali” come la Megane che arriva alla quarta generazione con un bagaglio di 6,6 milioni di unità prodotte (350 mila arrivate in Italia) e sempre la stessa missione: lottare nel segmento C dove le auto a ruote alte la fanno oramai da padrone, ma il peso delle carrozzerie classiche è sempre decisamente importante tanto che il modello di riferimento è ancora – e saldamente – la Golf, ovvero l’auto più venduta d’Europa.

Più di Clio e Talisman messe insieme

Per questo, se vuoi contare, devi fare qualcosa di consistente e mi pare che la Megane lo sia al primo sguardo. Non è solo una Renault di ultima generazione, o il punto di incontro dimensionale e stilistico tra il il sexy posteriore della Clio e i fari col gancio tirabaci della Talisman, ma un qualcosa di più, che mi dice chiaramente una cosa: a Boulogne-Bilancourt gli stilisti hanno avuto carta bianca, si divertono e fanno divertire continuando un lavoro di ricerca ed evoluzione che ha ridato alla Losanga di nuovo un’identità che si vede e si conta dai risultati sul mercato. Della nuova Mégane mi piace il cofano dai muscoli definiti, mi piacciono le luci posteriori che da dietro sembrano un lungo filo rosso che parte dal centro e dai lati sembrano invece l’insegna dentro una vetrina di Pigalle. È calda e tecnologica, forte e sofisticata, ma soprattutto interessante e sotto ha il nuovo pianale CMF, dunque quello delle sorelle più grandi.

Dentro guarda in alto

Dentro invece la nuova Megane è solo Talisman e questo non lo vedo solo dalla plancia completamente digitale, dallo schermo verticale da 8,7 pollici, dall’head.up display e dal pulsante del Multisense che cambia colore e carattere alla vettura, ma anche dai sedili (che si possono avere anche la funzione massaggio), dalla qualità dell’abitacolo e dallo spazio maggiore che trovo all’interno. Fuori la francese è più lunga di oltre 6 cm – 64 mm per la precisione fino ad arrivare a 4.359 – e ne restituisce almeno 2 alle ginocchia di chi sta dietro, ma è in come si entra e si esce dalla vettura che chi ha oggi una Megane troverà i maggiori benefici pratici. Anche il bagagliaiocresce fino a 434 litri e raggiunge quota 1.270 abbattendo il divano 60/40, ma mi sarebbe piaciuto trovare sulle portiere – almeno su quelle anteriori – le luci di ingombro, che la serratura del portellone fosse protetta e la cappelliera non fosse liscia: vero che nessuno ci appoggia più neppure i cappelli, ma fare in modo che gli oggetti non ballino in curva non sarebbe male.

Evoluzione di qualità

Piccole dimenticanze che mi va di citare in virtù di altre utili attenzioni che di rado si trovano su vetture di questo segmento come le bocchette posteriori, il cofano motore che si solleva con molle ad aria, il bocchettone del carburante senza tappo, i led di lettura, il cassetto portaguanti illuminato e i vani portaoggetti gommati dove mettere telefonino e chiavi senza doverli buttare sul sedile accanto. La sensazione generale dunque è ottima: quella di trovarsi su un’auto che ha fatto un grosso passo in avanti anche nell’ergonomia. Mi siedo prima di tutto sulla variante dotata del diesel 1.6 da 130 cv e subito mi piace la visibilità: si vede bene anche verso destra, senza dover indovinare cosa c’è dietro il montante posteriore. Il 4 cilindri una frizione un po’ troppo lesta nel rilascio, ma spinge alla grande. I 320 nm stanno a 1.750 giri/min, ma con il contagiri a 1.300 si è già sicuri di poter essere lesti ad accelerare. Le prestazioni ci sono (0-100 km/h in 10 s. 198 km/h) con consumi che nel mio giretto, non certo al risparmio, ho visto attestarsi intorno a 6,5 litri/100 km. Nella guida normale si va forte con poco, siedo comodo e anche a velocità elevate fruscii e rumori sono davvero ridotti. La Megane dice la sua anche in curva, soprattutto in appoggio, mentre è meno incisiva in inserimento, ma queste sono cose che si notano quando si guida sopra le righe. Il cambio è buono, i freni di più e posso dire di essere soddisfatto.

La GT che sterza dietro

Per toccare il vertice prestazionale e tecnologico della francese c’è la GT. La caratterizzazione si vede, ma è misurata fuori e dentro è “giusta”: i sedili sagomati in Alcantara, le cuciture e le modanature blu, alcuni particolari in pelle traforata e poi quel tasto R.S. e quelle levette sul piantone per il cambio EDC a 7 rapporti che fanno già venire il prurito. Per non parlare delle 4 ruote sterzanti, una prima per vetture di questo segmento. Immaginavo un’auto da Turini, un antipasto di R.S. – che arriverà solo nel 2017 - e mi sbagliavo: la GT è proprio una GT e le ruote posteriori che girano controfase di 2,7° fino a 80 km/h e in fase di 1 grado oltre si sentono meno che su Talisman ed Espace. Con questa le curve non devi prenderle a morsi giocando con l’acceleratore, ma devi capirne il giusto ritmo e allora ti diverti davvero: sul misto nessuno ti saprà stare dietro, almeno non con la stessa facilità e sicurezza. Anche il motore è da GT perché i suoi 205 cv non sono cattivi e i 280 Nm si raggiungono subito (2.400 giri/min) mantenenedosi sostenuti anche quando il contagiri sale e l’R-Link2 arricchisce di un bel rombo la sonorità di un 4 cilindri nato per essere più educato che rabbioso. Le 4 ruote sterzanti dunque non rendono il retrotreno “ballerino”, ma danno quel carattere da GT che vuol dire divertimento in sicurezza e comfort anche perché l’assetto non è mai duro.

Parte a gennaio da 18.650 euro

In gamma ci saranno anche l’1.2 a benzina da 100 cv o 130cv che potrà avere in optional l’EDC a 7 rapporti mentre a gasolio c’è ancora il leggendario 1.5 monoalbero 8 valvole da 90 cv o 110 cv che promette un consumo di 3,3 litri/100 km pari a 87 g/km di CO2. Anche questo si potrà avere con il cambio a doppia frizione, ma a 6 rapporti, così come per l’altra GT che avrà il diesel 1.6 biturbo da 165 cv e 380 Nm e arriverà nel corso del 2016 insieme alla station wagon. Non ci saranno invece la coupé 3 porte e la scoperta. Gli ordini partono a gennaio con un listino parte da 18.650 euro e conta ben 5 allestimenti: Life, Zen, Intens, Bose e GT Line che della versione sportiva riprende il look.

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Scheda Versione

Renault Megane
Nome
Megane
Anno
2016
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Renault , auto europee


Listino Renault Megane

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.2 TCE 74KW LIFE anteriore benzina 100 1.2 5 € 18.900

LISTINO

1.5 DCI 66KW LIFE anteriore diesel 90 1.5 5 € 20.000

LISTINO

1.2 TCE 74KW ZEN anteriore benzina 100 1.2 5 € 20.700

LISTINO

1.2 TCE 74KW ZEN anteriore benzina 100 1.2 5 € 21.700

LISTINO

1.5 DCI 66KW ZEN anteriore diesel 90 1.5 5 € 21.800

LISTINO

1.5 DCI 81KW ZEN anteriore diesel 110 1.5 5 € 22.800

LISTINO

1.5 DCI 66KW ZEN anteriore diesel 90 1.5 5 € 22.800

LISTINO

1.2 TCE 97KW INTENS anteriore benzina 130 1.2 5 € 23.600

LISTINO

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