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pubblicato il 1 dicembre 2015

Crisi in Medio Oriente, rincari benzina in arrivo

Le tensioni internazionali si scaricano sul prezzo del carburante, che in Italia aumenta

Crisi in Medio Oriente, rincari benzina in arrivo

Implacabile, tornano i rialzi sulla rete carburanti nazionale: Esso ha aumentato i prezzi raccomandati di benzina e diesel rispettivamente di 1 e di 1,5 cent, mentre Q8-Shell è schizzata solo sulla verde di 1 cent. In base all’elaborazione di Quotidiano Energia, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della verde va da 1,467 a 1,496 euro/litro (no-logo 1,444): dipende dai marchi. Per il diesel si rilevano prezzi medi self che passano da 1,330 a 1,358 euro/litro (no-logo a 1,305). E il servito? Per la benzina i prezzi medi nazionali praticati sugli impianti colorati vanno da 1,521 a 1,632 euro/litro (no-logo a 1,474), il diesel da 1,395 a 1,512 euro/litro (no-logo a 1,336) e il Gpl da 0,569 a 0,582 euro/litro (no-logo a 0,554).

Automobilista disorientato

A incidere sul caro-benzina sono le tensioni internazionali, specie la crisi in Medio Oriente. Il rialzo si verifica anche se l’Arabia Saudita vende il greggio a prezzi sempre più bassi dopo che gli Stati Uniti hanno cominciato a produrre petrolio da fonti alternative (shaile oil) allo scopo di ridurre la dipendenza da quello estero. Il fatto è che al deprezzamento del petrolio, non corrisponde sempre un'analoga variazione nel costo della benzina. Ogni prodotto assume un determinato valore secondo l'andamento del relativo mercato.

Tasse tremende

E anche se il petrolio dovesse scendere ancora, l’automobilista italiano avrebbe una pessima sorpresa: occhio agli aumenti delle accise fino al periodo 2019-2021, che derivano dal decreto legge Competitività del 2014. Insomma, pare che il guidatore-bancomat continuerà a ricoprire quel ruolo.

Liberalizzazione, idee confuse

Fra l’altro, neppure sulla distribuzione del carburante si hanno le idee chiare in Italia. A tale proposito, l’Unione petrolifera è perentoria: “Non siamo d’accordo con le affermazioni della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), apparse su alcuni quotidiani nazionali, che ritiene il mercato italiano chiuso e non concorrenziale. La liberalizzazione del mercato dei carburanti, riconosciuta peraltro dalla stessa Antitrust, è provata dalle molteplicità di nuovi operatori oggi presenti sul mercato, nonché dalla ampia competizione sui prezzi che caratterizza il territorio nazionale, come si può rilevare dall’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico. Risultano pertanto pretestuose le tesi sostenute dalla GDO, soprattutto laddove ritiene una barriera all’ingresso l’obbligo di assicurare sugli impianti un terzo carburante eco-compatibile (gpl, metano, gnl ecc.), previsto da molte Regioni per traguardare gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti di cui si sta parlando proprio in questi giorni a Parigi”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , carburanti


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