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pubblicato il 30 novembre 2015

Chiamata d’emergenza, in Giappone è già iniziata la fase 2.0

I soccorsi lavorano in tandem anche con Toyota ed Honda, mentre in Europa l’eCall arriva nel 2018

Chiamata d’emergenza, in Giappone è già iniziata la fase 2.0
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Come sappiamo dal 2018 la chiamata d'emergenza eCall - quella che parte in automatico dal veicolo dopo ogni incidente stradale - diventerà obbligatoria. Vista dall’Italia però la questione sembra piuttosto complicata, dato che tutte le auto dovrebbero contattare la centrale operativa 112, che nel nostro Paese ancora non è attiva (come vi abbiamo spiegato nell’articolo a proposito del Giubileo a Roma). In Giappone invece il servizio compie oggi un altro passo in avanti. Dal 30 novembre il sistema di emergenza già attivo sul territorio (il non profit Helpnet) lancia un ulteriore servizio chiamato “D-Call Net”, in collaborazione con Honda e Toyota per un’assistenza che lavora sia su strada, con le ambulanze e le auto di soccorso, sia in volo con gli elicotteri.

In pratica, dopo un incidente, le auto compatibili con il sistema, chiamano in automatico la centrale operativa e grazie all’invio dei dati tramite GPS l’operatore contatta i soccorsi più adeguati. Se ad esempio i dati sono molto gravi (vengono analizzati diversi parametri, tra cui l’apertura degli airbag), viene inviato il soccorso aereo con un medico a bordo. Al momento il servizio è disponibile su Toyota Land Cruiser e Crown; Lexus LX, RX, GS e GS F e Honda Accord, ma le due Case stanno lavorando con altri brand per espanderne la diffusione.

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Tag: Curiosità , incidenti , sicurezza stradale


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