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Mercato

pubblicato il 27 novembre 2015

Mercato auto, l’Italia uscirà dalla crisi nel 2018

Secondo il CSP la crescita sarà costante e continuerà a due cifre, ma si potrebbe fare di più

Mercato auto, l’Italia uscirà dalla crisi nel 2018

La crisi sta finendo. Quest’anno il mercato dell’auto è tornato a crescere (da gennaio ad ottobre sono state immatricolate 1.330.005 unità ovvero il 14,7% in più rispetto al 2014) e, sebbene il livello sia ancora molto lontano rispetto a quello ante-crisi, il Centro Studi Promotor prevede che la crescita continuerà anche i prossimi anni. Stando ai dati comunicati ieri dal suo presidente, Gian Primo Quagliano, al Circolo della Stampa di Milano, quest’anno si arriverà a quota 1.560.000 unità (+15%), nel 2016 si salirà a 1.747.000 unità, nel 2017 a 1.939.000 e nel 2018 le auto immatricolate arriveranno a 2.152.000. Un livello, quest'ultimo, che può ritenersi quello fisiologico per un Paese come l’Italia. Ci sono però due aspetti da ricordare: la crisi delle immatricolazioni ha fatto invecchiare il parco circolante e il comparto chiede di essere sostenuto.

In Italia circolano auto vecchie di 10 anni

Il 2014 è stato il primo anno di ripresa (+4,2%) ed è stato trainato dal noleggio. Il 2015, oltre a consolidare questa tendenza al rialzo, ha visto aumentare la domanda dei privati, che è fondamentale per il recupero a tutti gli effetti. Questo però non basta a mitigare gli effetti della crisi degli anni precedenti, a cominciare da un parco circolante che si è molto invecchiato, soprattutto al Sud. A livello nazionale l’età media delle auto è passata dai 7 anni e 6 mesi del 2007 ai 9 anni e 11 mesi del 2014, con valori superiori a 12 anni e 2 mesi nelle regioni del sud e con una punta di 12 anni e 9 mesi in Campania.

Un ruolo propulsivo che potrebbe rafforzarsi

Oltre alle vendite, nel 2015 è ripartita anche la produzione di auto in Italia (+69%). Ciò vuol dire che il settore sta tornando ad essere uno dei motori principali della ripresa dell’economia e il suo ruolo propulsivo, secondo il CSP, “potrebbe rafforzarsi se il Governo decidesse di puntare proprio sull’auto anche per sostenere l’economia. Se si scegliesse di operare in questo senso, un provvedimento molto opportuno sarebbe quello che da tempo propone l’Unrae e cioè una parziale deducibilità dei costi delle auto”. Secondo il Centro Studi Promotor sarebbe molto opportuno anche un provvedimento di incentivazione della rottamazione limitato alle regioni del sud, “che avrebbe conseguenze fortemente positive sulla qualità dell'aria e la sicurezza della circolazione anche nell'area economicamente più debole del Paese”.

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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