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pubblicato il 24 novembre 2015

Telepass, aumento del canone: tutti i dettagli

L’aumento scatta col silenzio-assenso dopo 60 giorni dalla ricezione della lettera

Telepass, aumento del canone: tutti i dettagli

Ha suscitato polemiche la notizia del rincaro del Telepass Premium (non dell’opzione Standard, che resta identico), tanto che Federconsumatori pensa di rivolgersi all’Antitrust. Scatterà per i nuovi clienti dal 1° gennaio 2016, e per i vecchi dal 1° gennaio 2017, che durante tutto il 2016 potranno beneficiare, senza sovrapprezzo, dell’Opzione Extra: soccorso stradale sulla viabilità ordinaria, e non solo in autostrada. In definitiva, chi sceglierà l’opzione Premium beneficerà degli stessi vantaggi dei clienti Premium Extra; però pagherà un canone di 1,5 euro al mese. Ma questo è solo il primo punto da chiarire, perché ce ne sono altri.

Come dire no

L’aumento scatta col silenzio-assenso: se non dite nulla in contrario, ecco l’aumento. In parole povere, per dire no, dovete recidere il contratto entro 60 giorni dalla ricezione della lettera di Telepass. Tradotto in numeri, per quanto concerne i vecchi clienti, vediamo la questione chi riguarda: attualmente sono 8,7 milioni i clienti del Telepass. Di questi, 1,5 milioni hanno sottoscritto il contratto Premium e 400.000 quello Premium Extra. Più tutti i futuri clienti che dal 2016 dovranno pagare di più rispetto a quanto versano gli attuali utenti.

Occhio alle clausole

Al di là del silenzio-assenso (una pratica non così comoda per i cittadini), e della distinzione fra vecchi e nuovi clienti, occorre comunque fare molta attenzione alle clausole del soccorso stradale. Che sia fornito da Telepass (tramite una determinata aziende) o da altre società. In particolare, controllate il numero di chilometri di copertura del carro attrezzi. E verificate se include sia andata sia ritorno. Talvolta, ci sono pochissimi chilometri inclusi nella polizza: poniamo 10. Dal chilometro numero 11 in poi, tocca a voi pagare il carro attrezzi; e a questo punto saranno dolori, con una stangata in vista.

Qualche dubbio

Comunque sia, il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, componente della commissione Trasporti della Camera, storce il naso: “Il Governo valuti se intervenire e quali iniziative intraprendere nei confronti di Atlantia e Autostrade per l’Italia a seguito della decisione di raddoppiare i costi del Telepass, in assenza di confronto e adeguate informazioni a tutela dei consumatori, senza peraltro alcun miglioramento del servizio. Già nel corso del tempo erano maturate alcune decisioni di strategia aziendale che in qualche modo hanno penalizzato l’utenza, basti pensare alla riduzione del numero di targhe attribuite ad ogni apparato Telepass, che viene dato in locazione per 3,78 euro a trimestre. Il Gruppo Atlantia, va ricordato, gestisce 3.005 km di rete pari al 44% della rete autostradale nazionale esercitando un monopolio di fatto con il Telepass. Di fronte a una situazione del genere, viene da chiedersi se siano accettabili rincari indiscriminati per il costo di un servizio che non ha concorrenti, sfrutta l’importante quota di rete autostradale gestita da Autostrade per l’Italia e non lascia alternative agli utenti”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autostrade , tasse


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