Mercato

pubblicato il 20 novembre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Volkswagen riorganizza gli investimenti dopo il Dieselgate

L’auto elettrica sarà la chiave di volta, mentre ad essere sacrificato per ora è il nuovo centro di design

Volkswagen riorganizza gli investimenti dopo il Dieselgate
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Il Gruppo Volkswagen si riorganizza dopo il Dieselgate. Prima ci sono stati i cambi di poltrona, operativi dal primo novembre, ed ora è la volta di ripensare gli investimenti. La nuova formula è stata annunciata dall’ad Matthias Mueller, dopo le riunioni del consiglio di sorveglianza. Prima di tutto è stato annunciato che, per far fronte ai costi del Dieselgate (cifre enormi e ancora del tutto da quantificare), gli investimenti per il 2016 arriveranno ad un massimo di 12 miliardi di euro ovvero un miliardo in meno rispetto alla media degli anni passati. E’ la prima volta, dopo la crisi del 2009, che il Gruppo Volkswagen fa un passo indietro. A seguire c’è la nuova strategia a livello produttivo, vediamo in dettaglio.

L’auto elettrica trainerà il rilancio

Sulla strada da seguire Muller ha le idee chiare: “Non faremo l'errore di risparmiare sul nostro futuro per questa ragione prevediamo di aumentare ulteriormente le spese per lo sviluppo di mobilità elettrica e digitalizzazione”. Per questo quelle destinate alle tecnologie alternative saliranno a circa 100 milioni all'anno, sebbene la Phaeton elettrica sarà rinviata. La stessa cifra invece sarà congelata per quanto riguarda la creazione di un nuovo centro di design a Wolfsburg, decisione che si lega al pensionamento di De Silva. “Tutto ciò che non è necessario sarà cancellato o rimandato”, ha spiegato Muller. Di fatto il Gruppo, per sua stessa ammissione, sta “attraversando un periodo di incertezza e volatilità”. Le vendite hanno iniziato a calare, per questo si sta assegnando “con grande attenzione una scala di priorità a tutti gli investimenti e alle spese previste”.

Dopo il Brasile, è la volta degli USA

I primi effetti concreti del Dieselgate sulle casse di Volkswagen sono arrivate dal Brasile con la multa da 12,3 milioni di euro per il diesel "truccato" dell'Amarok. A breve invece arriveranno le decisioni degli Stati Uniti. Oggi scade l’ultimatum che la California e Washington hanno dato al colosso di Wolfsburg per presentare alle autorità americane il programma che deve rimettere “in regola” il quasi mezzo milione di vetture vendute con il software per truccare i test. In ballo ci sono ipotetiche multe stellari, e poi sarà la volta dell’Europa.

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Tag: Mercato , Volkswagen , dall'estero


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