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pubblicato il 20 novembre 2015

Pedone sbuca d’improvviso, l'automobilista è innocente

Una sentenza della Cassazione a favore di chi guida per un caso che risale al 1998

Pedone sbuca d’improvviso, l'automobilista è innocente

È sempre difficile e delicato scrivere articoli che hanno a che fare con pedoni investiti, feriti, o morti. Perché da una parte c’è un utente debole e indifeso, a piedi, magari in pessime condizioni psicofisiche mentre attraversa a fatica la strada. Dall’altra, c’è un automobilista. Spesso additato di guidare in modo imprudente, o con un SUV che sporca ed è pericoloso. Ma, in realtà, se si ragiona con calma sulle dinamiche dei sinistri, si arriva a anche definire con precisione le responsabilità. Succede allora che il pedone investito sia colpevole (in tutto o in parte), e l’automobilista investitore innocente (in tutto o in parte). Come emerge dalla sentenza 23519/15 della Cassazione.

In dettaglio

L’automobilista non deve risarcire il pedone investito se questi attraversa la strada fuori dalle strisce pedonali, presentandosi all’improvviso davanti alla vettura, ossia sbucando d’un tratto innanzi al veicolo. E se il conducente non ha la minima la possibilità di effettuare una manovra d’emergenza per evitare l’impatto. Il guidatore ha il dovere di circolare con la massima prudenza, così da avere il tempo di frenare ed evitare gli ostacoli; se viene dimostrato che ha fatto tutto il possibile per non investire il pedone, allora è innocente.

Condizioni pericolosissime

Nel caso in esame (risale addirittura al 1998, per un evento verificatosi nel Napoletano), il pedone è apparso dal nulla, di notte, in una zona poco illuminata, su una strada a scorrimento veloce e fuori dalle strisce pedonali. Il guidatore ha il dovere di prevedere i comportamenti imprudenti del pedone, come nel caso di attraversamento col rosso o di una fuga sulla strada. Tanto più se il pedone è un bambino, nelle vicinanze di un parco giochi o di una scuola. Per la Cassazione, l’automobilista è innocente perché “il comportamento del pedone fu a tal punto imprevedibile, oltre che imprudente, da rendere l’impatto inevitabile, non consentendo al guidatore del veicolo neppure la possibilità di una manovra di emergenza”. Non solo: gli ermellini condannano i ricorrenti al rimborso delle spese del giudizio di cassazione in favore della controricorrente, liquidate in 4.200 euro, più un contributo per le spese generali.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , codice della strada , sicurezza stradale


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