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Curiosità

pubblicato il 15 agosto 2007

Come si restaura un'auto d'epoca?

Peugeot racconta come ha fatto con la Tipo 3

Come si restaura un'auto d'epoca?
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Vi ricordate qual'è stata la prima auto ad essere immatricolata in Italia?

Poco tempo fa ve lo abbiamo racconatato e vi abbiamo portato a Piovane Rocchette, la località che per celebrare il ricordo della prima Tipo 3 circolata su strade italiane ha intitolato una delle sue piazze al fondatore della Casa francese che la costruì: Armand Peugeot.

La storia della prima auto circolante in Italia (la Peugeot Tipo 3 di Gaetano Rossi) è perciò ormai nota. Ora, quello che vorremmo farvi vedere (anche attraverso una galleria fotografica), è tutto il lavoro che c'è stato dietro a questa "rinascita". Iniziamo perciò col dire che per il suo restauro conservativo, il Club Storico Peugeot Italia ha utilizzato tre fonti di riferimento, ovvero la ricerca storica (per valutare la veridicità dei dati e dei fatti); l'iconografia ed i documenti tecnici reperiti presso soprattutto gli archivi di Aventure Peugeot ed, infine, le tracce reperite sulla vettura (che era stata sottoposta a precedenti restauri e verniciature, non sempre fedeli, sia negli anni Cinquanta che Novanta).

La pratica è pertanto iniziata da qui. Dai carotaggi, effettuati con carte abrasive di grana finissima, è emerso che erano verniciati di nero e non di rosso sia il telaio, che i cerchi, la carrozzeria, i parafanghi ed il portatablier. A questo punto, si è proceduto alla rimozione manuale della vernice della carrozzeria. Durante la lavorazione di ripristino (per quanto possibile) della vernice e dei filetti bianchi originali della carrozzeria, è emerso su molte componenti della vettura il numero 25, a testimonianza che essa è effettivamente la venticinquesima prodotta da Armand Peugeot. Altrecuriosità numeriche: su un cerchio è inciso il numero 11 e sullo sterzo il numero 3, identificativo del modello Tipo 3.

Una volta smontata la carrozzeria, è stato possibile, a telaio nudo, procedere prima alla pulizia delle morchie interne poi alla protezione nel tempo delle singole parti. Bulloni e viti originali sono stati recuperati ed, anche in questa fase del restauro, sono stati rintracciati diversi numeri di riferimento. Alcune parti della carrozzeria risultavano deteriorare, come gli attacchi della capote, ma sono state consolidate con colla naturale, chiodi in ottone e morsetti. Dopo la pulizia, le parti di ferramenta sono state ricollocate con attenzione alla simmetria del taglio delle viti. A questo proposito, potrebbe risultare interessante notare che tutta la ferramenta risultata "in opera", in quanto sotto le cerniere, i fissaggi ed i rinforzi non sono state trovate tracce del colore nero originale.

Dopo la preparazione strutturale della carrozzeria, la vettura è stata rimontata. E' stato in questo momento che, sul bordo superiore della seduta dei passeggeri, è emersa l'incisione NINM: probabilmente erano le iniziali dell'operaio che ha realizzato il manufatto!

La vernice del telaio originale è stata, per quanto possibile, recuperata rimuovendo quella (sempre nera) del restauro degli anni Cinquanta. Il telaio è stato poi protetto definitivamente con resina epossidica. Il ponte posteriore è stato smontato per renderlo funzionante di nuovo, salvando la nichelatura originale coperta dalla vernice degli anni Cinquanta. L'imbottitura dei sedili che era in fibra vegetale non era però conforme all'originale e per questo è stata sostituita con crine animale (per ottenere la consistenza e l'originalità anche dove non visibile).

Pazienza, impegno, lavoro e soprattutto amore. Questi sembrerebbero gli ingredienti giusti per far rivivere il passato.

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Tag: Curiosità , Peugeot , auto storiche


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