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pubblicato il 19 novembre 2015

Officine Abarth Classiche, la rinascita dello Scorpione

A Mirafiori un nuovo spazio per restaurare le Abarth storiche ed esaltare l'heritage del marchio

Officine Abarth Classiche, la rinascita dello Scorpione
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Finalmente il gruppo Fiat Chrysler sta riscoprendo il proprio (spesso meraviglioso) passato italiano. Dopo il Museo Storico Alfa Romeo di Arese inaugurato in estate, il secondo marchio a ricevere le attenzioni del neonato reparto heritage di FCA Italy è stato Abarth, con l'inaugurazione delle Officine Abarth Classiche di Mirafiori che si è tenuta il 18 novembre a Torino. A capo della nuova governance che ha la finalità di preservare il patrimonio storico del gruppo c'è Roberto Giolito, un designer la cui storia professionale è strettamente legata al modello che ha fatto rinascere in Fiat la consapevolezza di avere alle spalle qualcosa di grande che non andava perso: l'attuale Fiat 500.

Abarth Classiche, tanti servizi e tanta storia

Il progetto Abarth Classiche coinvolge l'intero universo del marchio dello Scorpione e si articola in più punti, a cominciare dall'officina di circa 900 metri quadri in cui saranno effettuati restauri accurati e fedeli delle Abarth storiche, grazie anche alla documentazione recentemente catalogata e digitalizzata che comprende i disegni tecnici originali, indispensabili per mantenere l'autenticità dei componenti meccanici. Insieme alle Officine Abarth Classiche di Mirafiori nasce anche il Registro Abarth, creato per unire tutti gli appassionati del marchio con eventi che andranno dai raduni, alle corse per auto storiche. Di queste iniziative si può sapere di più visitando il neonato sito, dove è possibile anche prenotare una visita preventiva di una storica Abarth per farne individuare l'esatta datazione storica, identificare gli interventi di restauro necessari e ottenere un preventivo di massima. Brand ambassador e madrina del nuovo progetto Abarth Classiche è Anneliese Abarth, moglie di Carlo che fondò l'azienda il 15 novembre 1949. Da quell'anno e fino al 1971 - anno in cui la Abarth fu acquisita da Fiat - il marchio dello Scorpione apparve su decine di modelli capaci di riscuotere successi sia in campo sportivo che in quello commerciale. La storia di quegli anni è raccontata in un'opera in tre volumi scritta da Sergio Seccatore dal titolo "Abarth: the Scorpion's tale", realizzata dal Registro Fiat Italiano.

Il futuro di Abarth

Oltre il passato, però, c'è anche il futuro, perché l'heritage - come ha detto Giolito all'inaugurazione delle officine - serve a "guardare indietro per andare avanti". Proprio durante la presentazione del nuovo progetto nelle Officine Abarth è comparsa una rombante Fiat 124 rossa e nera: non quella appena presentata al Salone di Los Angeles, proprio la Abarth "originale" del 1972. Un segno? Dopo l'uscita di scena della Punto, oggi i modelli dello Scorpione sono tutti derivati dalla Fiat 500 ma pare che non sarà così ancora a lungo: il responsabile del brand Abarth Paolo Gagliardo ha dichiarato che l'anno prossimo arriverà un nuovo prodotto e ha commentato la possibilità di una versione Abarth della nuova Fiat 124 Spider con un "ci stiamo pensando".

Autore: Andrea Fiorello

Tag: Curiosità , Abarth , auto italiane , auto storiche


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