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Attualità

pubblicato il 18 novembre 2015

Dossier Nuovo Codice della strada

Codice della Strada, anche le Amministrazioni locali non lo rispettano

L’ACI lancia il grido d’allarme sollecitando l’arrivo di quello nuovo

Codice della Strada, anche le Amministrazioni locali non lo rispettano

Il Codice della Strada è sempre meno rispettato. E non solo dagli automobilisti, ma anche dalle amministrazioni locali. A lanciare il grido d’allarme è stato oggi l’ACI che, nel corso della 70a Conferenza del Traffico e della Circolazione, ha ricordato qualche dato: le sanzioni per infrazioni sono aumentate (+21% negli ultimi sei anni) e le Amministrazioni locali osservano sempre meno l’articolo 208 del CdS, secondo cui almeno il 50% dei proventi delle multe deve essere reinvestito a favore della mobilità. “I soldi per la sicurezza stradale ci sono – ha detto il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – ma troppi Comuni destinano ad altre voci quanto previsto dalla legge a favore degli automobilisti”. Inoltre, secondo una rilevazione della Fondazione Filippo Caracciolo - Centro Studi ACI, se tutte le Regioni si fossero comportate come quelle più virtuose, dal 2001 ad oggi l’Italia avrebbe risparmiato 27 miliardi di euro. Se invece le “prime della classe” avessero seguito le “ultime”, lo Stato avrebbe aumentato la spesa sociale di quasi 70 miliardi di euro.

Quando arriverà il nuovo Codice della Strada

Il Codice della strada italiano ha già subito modifiche significative nel 2010, ma entro la fine di quest’anno dovrebbero arrivare molte novità. Il testo è ancora in discussione in Parlamento. E’ dall’anno scorso che la Camera dei Deputati ha trasmesso al Senato il disegno di legge delega al Governo per il riordino del codice ed è da dicembre che dovevano partire le audizioni in Commissione Lavori Pubblici e Telecomunicazioni in Senato, ma è soltanto da poco che sono iniziate.

Auto storiche, serve un intervento mirato

In conclusione l’ACI ha indicato due priorità: non sottovalutare il pericolo costituito dai 4 milioni di veicoli ultraventennali circolanti in Italia, con pesanti ricadute per la sicurezza e per l’ambiente e intervenire a favore dell’auto storica. Secondo l’Automobile Club d’Italia bisogna rivisitare l’art. 60 dell’attuale CdS con nuovi criteri univoci per distinguere i veicoli storici, meritevoli di tutela, dalle auto vecchie di cui va incentivata la sostituzione. “Per l’individuazione delle auto d’epoca, il settore automotive sta convergendo sull’efficacia della lista chiusa, come quella redatta da ACI Storico, e sulla necessità di abolire l’obbligo di iscrizione a un registro storico per la fruizione delle tutele di legge”, dice l’ACI.

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Tag: Attualità , codice della strada


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