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pubblicato il 13 novembre 2015

Rca, continua la guerra in Senato

Le assicurazioni pressano per risarcimenti più bassi e criticano la Tariffa Italia

Rca, continua la guerra in Senato

Il disegno legge concorrenza, se diverrà legge, rivoluzionerà la Rc auto, portando benefici agli automobilisti. Un ddl che è stato modificato in meglio durante l’iter parlamentare: ora tocca al Senato dare l’ok definitivo. Ma le assicurazioni non ci stanno, e l’Ania, che le rappresenta, nell’audizione in Senato, attacca: “Il provvedimento presentato alla Camera andava nella giusta direzione di rafforzare il meccanismo concorrenziale, di contrastare le frodi e porre le condizioni per una riduzione dei prezzi. Ma nel corso dei lavori alla Camera il suo impianto è stato in larga misura stravolto. Erano infatti previste, per esempio, alcune clausole di sconto facoltative per l’assicurato, poi soppresse, che avevano una particolare efficacia antifrode (rinuncia alla cedibilità del credito, risarcimento in forma specifica, risarcimento per equivalente basato su una verifica preliminare)”. Di che si tratta?

Libertà a rischio

Col risarcimento in forma specifica, il danneggiato era sostanzialmente obbligato a rivolgersi al carrozziere convenzionato. Con l’abolizione della cessione del credito, l’assicurato non poteva più farsi difendere dal carrozziere indipendente. Questo, se mai fosse diventato realtà, avrebbe portato a un controllo ancora più forte di quanto sia oggi del mercato Rca da parte delle compagnie. E la libertà di scelta dell’automobilista sarebbe svanita: “Altro che legge per la concorrenza, sarebbe stata contro la concorrenza”, evidenzia Davide Galli, di Federcarrozzieri (carrozzieri indipendenti), protagonista assoluto del settore Rc auto degli ultimi anni, avendo portato una ventata di novità e freschezza nel settore, avendo anche dato il via alla Carta di Bologna. Che raccoglie diverse sigle, ascoltate anch’esse in Senato. E sostanzialmente favorevoli all’attuale ddl concorrenza (mentre erano contrarie alla prima bozza, con risarcimento in forma specifica e abolizione della cessione di credito).

Secondo versante

L’Ania attacca anche la Tariffa Italia dell’attuale disegno legge concorrenza, a beneficio degli automobilisti virtuosi: “Sono state introdotte norme che presentano chiari profili di incompatibilità con il diritto comunitario, che espongono la Repubblica Italiana al concreto rischio di infrazione con le connesse sanzioni previste. Infatti, in assenza di interventi significativi nel testo in esame, appare inevitabile un ricorso alla Commissione europea”. Il riferimento è allo sconto minimo obbligatorio determinato dall’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), in base al quale le compagnie sono obbligate ad applicare di fatto premi uniformi a situazioni di rischio territorialmente differenti. “Tale ultima norma limita il principio di libertà tariffaria, sancito dalle norme comunitarie, negando il peso della rischiosità specifica del territorio nella costruzione della tariffa, cosa che è assolutamente prevista in tutti i Paesi europei”. La parola adesso passa al Senato.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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