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pubblicato il 12 novembre 2015

Controlli elettronici, il flop dei comuni

Calano gli incidenti ovunque, ma in città le cose vanno male

Controlli elettronici, il flop dei comuni

I più recenti dati Istat dicono un cosa precisa: i Comuni, coi controlli elettronici, hanno fatto flop. Vediamo perché. Anzitutto, nel 2014, in Italia si sono verificati 177.031 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato la morte di 3.381 persone (entro il 30° giorno) e il ferimento di altre 251.147. Rispetto al 2013, il numero di incidenti scende del 2,5%, quello dei feriti del 2,7% mentre per il numero dei morti la flessione è molto contenuta: -0,6%. Sulle strade urbane italiane si sono verificati 133.598 incidenti, con 180.474 feriti e 1.505 vittime; sulle autostrade gli incidenti sono stati 9.148, con 15.290 feriti e 287 decessi. Sulle strade extraurbane, ad esclusione delle autostrade, gli incidenti ammontano a 34.285, i feriti a 55.383 e le vittime a 1.589. Ma è sui morti che si gioca la vera partita della sicurezza stradale, e qui i Comuni falliscono, come leggete quaggiù.

Battuta d'arresto

Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse le autostrade), dove si sono registrati 4,63 decessi ogni 100 incidenti. Le vittime sono state invece 1,13 ogni 100 incidenti sulle strade urbane e 3,14 sulle autostrade. Il numero dei morti diminuisce su autostrade e strade extraurbane (-10,6% e -3,8% sull'anno precedente), aumenta, invece, sulle strade urbane (+5,4%). E se si va a spulciare le infrazioni in città, si nota che una marea di multe arriva dagli autovelox: addirittura 2 milioni. La domanda è lecita: solo per la sicurezza? Non c'è neppure lontanamente il desiderio di fare cassa? Davvero sono le telecamere (incluse quelle delle Ztl) la chiave per far calare i sinistri e i morti? A guardare i numeri, parrebbe proprio di no. Sarebbe opportuno un ritorno degli agenti di Polizia municipale sulle strade, con controlli per chi sgarra: comportamenti pericolosi, sorpassi azzardati, guida in stato alterato…

L'ACI attacca

A tale proposito, l'ACI: "I dati dimostrano l'urgenza di garantire l'utilizzo di almeno il 50% dei proventi delle multe per favorire la mobilità e la sicurezza stradale soprattutto in ambito urbano, con attraversamenti pedonali moderni e visibili, percorsi ciclabili protetti, rotatorie efficaci a scongiurare i pericolosi urti laterali. Anche le sanzioni devono essere finalizzate alla prevenzione: gli autovelox nascosti sono inutili e i cartelli che ne annunciano la presenza poi non riscontrata dai conducenti sono addirittura dannosi". All'ACI fa eco l'Asaps (Amici Polstrada): "Per la sicurezza stradale l'elettronica dei controlli deve essere solo di supporto e non surrogare il sistema delle verifiche. Solo gli agenti su strada possono intercettare il dilagante è delirante utilizzo dei cellulari alla guida, il mancato uso delle cinture e dei seggiolini per i bambini, lo stato di ebbrezza da alcol e stupefacenti (gli incidenti nelle notti del fine settimana tornano a crescere)".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , aci , autovelox , sicurezza stradale


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