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pubblicato il 10 novembre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Dieselgate, Volkswagen deciderà cosa tagliare (o vendere) d'accordo coi lavoratori

Così ha deciso il consiglio di sorveglianza del gruppo

Dieselgate, Volkswagen deciderà cosa tagliare (o vendere) d'accordo coi lavoratori
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In questi giorni i vertici del Gruppo Volkswagen si riuniranno più volte per prendere le decisioni che cambieranno il futuro dell'azienda e lo faranno di comune accordo con i rappresentanti dei lavoratori. Ieri il consiglio di sorveglianza ha iniziato a definire i dettagli della strategia di rilancio dopo il Dieselgate ed è stato annunciato che le scelte riguardanti i licenziamenti o le eventuali vendite di parti dell’azienda (voci sempre più insistenti parlano di una possibile cessione di Ducati, Italdesign e forse Audi) saranno esaminate profondamente dalle parti sociali. All’incontro era infatti presente Bernd Osterloh, il presidente del consiglio di fabbrica (cioè l’organismo rappresentativo dei lavoratori), che si è detto soddisfatto dall’esito dell’incontro. “Nell’attuale difficile situazione dobbiamo prendere delle decisioni in comune, tenendo conto sia della redditività sia dell’occupazione“, ha detto l’amministratore delegato Matthias Mueller. “Questo è un segnale forte per i dipendenti”, ha precisato Osterloh. In Volkswagen infatti l’atmosfera è piuttosto tesa.

Oltre alle indagini da parte delle forze dell’ordine, è ancora in corso quella interna e molti dipendenti hanno paura di raccontare ciò che sanno a proposito del software per truccare i risultati temendo di essere licenziati. Il fatto che ogni decisione verrà presa dalla dirigenza di comune accordo con le parti sociali dovrebbe contribuire a distendere le tensioni. E’ comunque certo che alcuni tagli ci saranno. Il Gruppo Volkswagen ha chiuso i primi nove mesi in perdita per 1,67 miliardi e va incontro ad ipotetiche multe dalla portata storica, risarcimenti ai clienti (negli USA è appena partita la distribuzione delle prepagate Visa per alcuni automobilisti coinvolti) etc. Da qui la probabile cessione di marchi blasonati come Audi o persino Lamborghini, come azzarda qualcuno, e ci sono manager - Sergio Marchionne in testa - che sono pronti ad afferrare quello che finirà nel piatto.

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Tag: Attualità , dall'estero


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