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Tuning

pubblicato il 9 novembre 2015

Dossier SEMA Show 2015

Modificare la propria auto, cosa bisogna cambiare

L'auto è sinonimo di libertà individuale, ma non siamo liberi di "elaborarla": prendiamo esempio dall'America

Modificare la propria auto, cosa bisogna cambiare
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"Te la do io l'America". "Ué, guarda che non siamo mica in America". "Che 'americanata'!". Sono tante le espressioni che abbiamo per descrivere quell'idea di poter fare tutto che gli Stati Uniti producono nelle nostre teste. Da sempre. E se parliamo di auto, pensiamo subito a dei grandi motori a 6 e 8 cilindri (naturalmente a benzina), o a dei SUV e pick up grossi come una casa. Ma c'è un altro aspetto che negli USA è senza limiti: la possibilità di modificare e personalizzare le automobili. Nel mio reportage dal Salone di Las Vegas dedicato a questo mondo, il SEMA (Specialty Equipment Market Association), ho cercato di mostrarvi con foto e video le macchine più significative e curiose: trovate tutti i contenuti che abbiamo raccolto nel dossier SEMA 2015. Quello che mi ha colpito di più, però, non è un modello in particolare, ma come la deregulation non porti al disordine, al caos.

Esagerare senza strafare

Mi aspettavo, infatti, un Salone " tamarro" in modo esagerato, e invece... . Certo, non si possono non definire esagerati certi pick up , hot rod o big foot, ma nella maggior parte degli stand di questo motor show ho percepito costantemente un livello molto alto di professionismo, nella concezione e nella realizzazione di tutti gli accessori per modificare le automobili. E anche le persone, che vengono da tutti gli Stati Uniti per esporre i loro prodotti o per visitare il SEMA, non danno l'idea di vivere "esageratamente" la propria passione per l'auto modificata. Mi è capitato di vedere marito e moglie, entrambi già nella terza età, ammirare emozionati muscle car preparate con kit originali dal costruttore; famiglie con bambini farsi fare foto accanto a SUV modificati per le escursioni all'aria aperta; club di appassionati esporre le loro auto customizzate con lo stesso atteggiamento rilassato e divertito che terrebbero in una fiera di paese. Anche la musica nei vari padiglioni non andava mai "oltre", come quasi sempre succede invece da noi - in Italia ma anche in Europa - quando c'è di mezzo il tuning. E qui faccio una riflessione su come, dall'altra parte dell'oceano, modificare un'auto sia possibile anche senza utilizzare parti omologate fornite direttamente dal costruttore, condizione invece necessaria da noi.

Un'unione poco unita

Sarebbe infatti il momento di uniformare le leggi che regolano tutte le modifiche, quelle che riguardano le auto stesse, i cerchi, gli pneumatici, gli accessori per il carico e così via. Non si capisce infatti perché in Unione europea ci siano regole uguali per tutti quando si parla di crash test o di emissioni, ma ci siano poi Paesi come la Germania o il Regno Unito molto più permissivi rispetto all'Italia in materia di tuning. Gli Stati Uniti, inoltre, dimostrano che anche dove "tutto è possibile", non tutto è permesso. Si possono infatti modificare pesantemente auto di serie (arrivando ad esempio anche a potenze pazzesche, superiori a 1.000 CV), ma su strada si riga dritto, perché sul rispetto del codice della strada non si scherza. Massima flessibilità, dunque, per le auto modificate, ma anche massima rigidezza nei confronti dei comportamenti dannosi per la società.

L'economia delle "vecchiette"

Lo stesso ragionamento vale per l'usato: perché in USA - ma, come detto, anche in Gran Bretagna e Germania - si può acquistare un'auto usata e modificarla con freni più moderni, sospensioni più raffinate e quindi efficaci, gomme che offrono più grip e in generale tutti quei componenti che possono rendere più sicura una macchina "vecchia". E che potrebbero far "girare l'economia" , come si dice. Pensate a quante aziende produttrici dei pezzi e a quante officine dove far installare quei pezzi ne trarrebbero vantaggio. Sarebbero tra l'altro tutte PMI, quelle piccole medie imprese di cui si parla sempre, descrivendole come la vera ricchezza dell'Italia. Basterebbe allora una nuova procedura di verifica - ispection, come la chiamano gli americani - alla motorizzazione civile o in un istituto terzo per certificare che le parti modificate siano state costruite e montate a norma. Come peraltro già succede in Germania con il Tüv.

Lasciateci modificare

Altro che elaborare, dunque, nel senso di potenziare, o di cambiare l'estetica. Quello che vorrei poter fare anche nel mio Paese è migliorare un'auto (o una moto, è lo stesso), rendendola più adatta alle mie esigenze. D'altronde, non lo facciamo già con altri oggetti, come gli smartphone?

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Tag: Tuning , tuning , usa


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