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Attualità

pubblicato il 6 agosto 2007

E la flotta torna a navigare

La bonaccia fiscale….calma le acque

E la flotta torna a navigare

Con la definitiva approvazione del cosiddetto DL Tesoretto (giusto noi italiani......chi trova un amichetto trova un tesoretto...ma per favore....) "arriva per le flotte aziendali una normativa fiscale più equilibrata e più vicina ai parametri europei". Così la pensa la FISEANIASA (Associazione Nazionale Industria Autonoleggio e Servizi Automobilistici) il cui Presidente, Gianluca Soma, vede ovviamente con favore la disposizione che, nell'ambito del citato DL "Tesoretto", riequilibra il quadro fiscale per le flotte aziendali colpite (non alla maniera di Pearl Harbor o delle Midway ma pur sempre colpite) dall'ultima manovra finanziaria.

Occorre dire che la buona disposizione del nostro attuale Governo, che ben si è saputo distinguere in tema di inasprimenti fiscali a tutto tondo - e che nel 2006 solo dal settore auto ha prelevato 160 miliardi di euro - è stata in realtà "facilitata" da una sonora legnata comminata dalla UE sotto forma di sentenza sfavorevole in tema di detraibilità dell'IVA sulle auto e sui carburanti utilizzati dalle imprese.

In realtà tutto nasce (e consentiteci la celebrazione di Davide contro Golia) dalla causa intentata da un'azienda italiana, la Stradasfalti, contro l'Agenzia delle Entrate per un rimborso (rifiutato) di poco più di 31.000 euro per IVA su auto aziendali pagata, secondo l'azienda e pure secondo la Corte di Giustizia dell'UE, indebitamente; ma torniamo a noi.

A seguito della suddetta condanna il Consiglio d'Europa ha autorizzato l'applicazione di un regime in deroga, appositamente per l'Italia, recepito dal nostro Governo che ha di conseguenza:

1) fissato un'aliquota di detraibilità IVA ridotta (dal 100% al 40%);
2) ricalibrato inoltre la normativa sulle imposte dirette, stabilendo per il 2007 valori di deducibiltà maggiori rispetto a quelli precedentemente fissati;
3) riconsiderato anche la tassazione a partire dal 2006.

Con le vetture noleggiate ad uso promiscuo (quelle date in fringe benefit costituiscono l'85% del mercato),

1) le aziende possono ora dedurre il 90% dei costi e detrarre automaticamente il 40% dell'IVA (anche di quella relativa al carburante);
2) il dipendente si è visto ripristinare il fringe benefit tassato al 30% e non più al 50% .

"Ritengo che ora - ha commentato il Presidente Soma - con una legislazione definita e chiara, il mercato del noleggio, forte dei reali vantaggi economici ed operativi offerti ad aziende, PA e privati, possa ripartire magari con un leggero recupero.
La nuova legislazione ci riavvicina ai parametri europei, ma se si vuole davvero parlare di competitività c'è ancora tanta strada da fare e intendiamo proporre al Ministero un tavolo tecnico per migliorare e soprattutto semplificare la normativa".

Vale notare che questo alleggerimento fiscale ha calmierato il clima di incertezza che influenzava il comportamento delle aziende clienti dei locatori di flotte i quali, pur avendo subito una sensibile flessione della domanda, hanno comunque rappresentato nel 2007 oltre il 13% del totale delle immatricolazioni.

Fin qui la cronaca. Vanno tuttavia sottolineati, in questa vicenda, alcuni aspetti di carattere generale che, per quanto lapalissiani, non sembrano chiari a molti dei nostri politici:

1) l'incertezza genera cautela se non immobilismo;
2) essere sconfessati nelle proprie decisioni da un organo superiore, in questo caso la Corte di Giustizia Europea, mina ancor di più la credibilità del Governo - di qualsiasi Governo - ed alimenta la sfiducia del cittadino;
3) l'ANIASA, nel riferirsi per bocca del suo Presidente al coacervo di norme fiscali vigenti in Italia, ha pronunciato una parola bella ed impossibile (questa volta è toccato alla Nannini): semplificazione!

Se il sistema fiscale italiano fosse in effetti sfrondato e semplificato ne guadagneremmo tutti tranne Consulenti fiscali e Commercialisti (chi non ricorda il 740 "burla" inventato da un noto magazine satirico italiano dove si chiedeva di dichiarare i "minareti" posseduti?). Guarda caso qualche tempo dopo arrivò una certa semplificazione con l'introduzione, a fianco del 740, del 730 e gli esempi potrebbero continuare...

Chissà se un giorno un semplice cittadino o una rappresentanza di Consumatori spingerà il Governo del momento (ovviamente dopo l'ennesima sentenza comunitaria sfavorevole) a rivedere tassazioni inique come quelle sul possesso dell'auto o sui carburanti? (ricordiamoci che paghiamo l'IVA sulle accise ovvero la tassa sulla tassa).

Autore: Giovanni Notaro

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