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Attualità

pubblicato il 4 novembre 2015

Dossier H2R, Mobility for sustainability 2015

Ecomondo 2015, per la mobilità elettrica (non) è tutto pronto

I costruttori premono sulle auto a zero emissioni. Ed Enel?

Ecomondo 2015, per la mobilità elettrica (non) è tutto pronto

In questi giorni la green economy e la mobilità elettrica hanno il loro domicilio a Rimini, dove il 3 novembre 2015 ha preso il via l’edizione numero 19 di Ecomondo (in programma sino al 6 novembre), la fiera internazionale del recupero di energia e dello sviluppo sostenibile. La manifestazione si è aperta con la presenza del ministro dell’Ambiente, Luca Galletti, che ha dato “risposte” molto diplomatiche su diversi temi e da parte nostra ci attendavamo qualche parola in più in merito alla mobilità elettrica anche da parte dell’Enel. Ma andiamo con ordine.

Enel presente con lo stand

Tra i protagonisti dell’evento 2015 c’è senz’altro Enel Energia, presente con un proprio stand dove vengono illustrati tutti i prodotti ed i servizi sviluppati dall’azienda per promuovere la cultura del risparmio e dell’efficienza energetica. Il Gruppo Enel partecipa alla quarta edizione degli Stati generali della green economy, che si svolgono nell’ambito di Ecomondo e che hanno l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della “economia verde” nel nostro Paese. Detto questo, alla conferenza principale di Ecomondo promossa da H2R “Mobilità e sostenibilità”, coordinata dal professor Fabio Orecchini, è intervenuto anche un rappresentante Enel: Mario FrancoFadda, responsabile Mercato Macro Area Nord Est. Ed ecco il punto.

“Nebbia” sulle colonnine

Al di là dei proclami condivisibili sulla green economy, al di là delle questioni di principio (tutelare ambiente e salute), il vero problema dell’auto elettrica in Italia si chiama “colonnine di ricarica”. Talvolta definita “infrastruttura per la ricarica”. Ebbene, l’Enel, sollecitata sulla questione, non ha fornito molti elementi validi. Nessun dato concreto su quante colonnine verranno costruite in Italia nel prossimo futuro, o a media e lunga scadenza. Bocche cucite su quali tipi di investimenti verranno effettuati nel nostro Paese in materia di colonnine elettriche. Evidentemente, la linea seguita dall’Enel va un po’ in parallelo con quella del Governo Renzi sull’auto elettrica: “risposte” molto diplomatiche, con poca sostanza. Resta così la differenza abissale fra due numeri: quello dell colonnine presenti in Italia e quello delle colonnine presenti in altri Paesi. Se il paragone fra Cina e Belpaese ci vede soccombere drammaticamente, siamo molto indietro perfino rispetto al Portogallo.

Il “quadro” non è molto confortante

Ecomondo (più esattamente H2R, il salone italiano dedicato alla mobilità sostenibile) ci lascia così una “foto” particolare della mobilità elettrica in Italia. Con diversi soggetti protagonisti. Anzitutto, ci sono le Case che spingono forte. In particolare, Nissan con l’elettrico al 100% a un prezzo ragionevole; BMW con l’elettrico totale ma per chi ha una certa disponibilità economica; Toyota con l’ibrido (benzina più elettrico). Ma anche PSA e altri Costruttori. A queste, si aggiunge Ford, con progetti speciali di mobilità pulita. Il secondo soggetto è il Governo Renzi, che in tema di mobilità pulita è immobile. Non incentiva lo sviluppo dell’auto elettrica: nessun bonus sostanzioso. Il possibile mini-stanziamento di 35 milioni di euro a favore dei Comuni per lo sviluppo della green economy è davvero inconsistente (mentre a livello locale, stendiamo un velo pietoso sulla Regione Toscana, che per coprire i costi della politica farà pagare il bollo alle auto “pulite”). L’Esecutivo è fermo anche per quanto riguarda l’auto a idrogeno (su cui inizia a puntare soprattutto Toyota): addirittura, da noi non esiste neppure una legge che disciplini il rifornimento di una vettura a idrogeno. “La normativa attuale - ci ha spiegato Andrea Carlucci, amministratore delegato di Toyota Motor Italia - prevede che, nel nostro Paese, le stazioni di rifornimento non possano erogare idrogeno a una pressione superiore a 350 Bar, quando invece i serbatoi montati sulle moderne vetture a celle a combustibile garantiscono il funzionamento in totale sicurezza a 700 Bar". L’unica stazione di rifornimento che eroga idrogeno a 700 Bar sul territorio si trova a Bolzano. Il terzo soggetto è l’Enel che, a quanto sembra, non è intenzionata ad accelerare sull’elettrico: siamo a quota 900 colonnine sparse lungo lo Stivale. E chissà come e quando da qui ci muoveremo.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , auto elettrica , h2roma , idrogeno


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