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Interviste

pubblicato il 3 novembre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Galletti: "Il Dieselgate insegna che barare sull’ambiente non conviene a nessuno”

Il Ministro dell’Ambiente ad Ecomondo “risponde” così sui temi della mobilità

Galletti: "Il Dieselgate insegna che barare sull’ambiente non conviene a nessuno”

Il Ministro dell'Ambiente Luca Galletti risponde. O meglio prova a “rispondere politicamente” alla fiera Ecomondo di Rimini, nell’ambito di una tavola rotonda promossa da H2R. Si parla di auto elettriche, auto a idrogeno, intermodalità e ovviamente, dello scandalo Volkswagen – alias Dieselgate - che purtroppo rimane il fatto di cronaca del momento quando si parla di mobilità. Le domande erano molto mirate, ma le risposte del Ministro lo sono state un po’ meno per non dire per nulla. Il che è un indice preoccupante di come nell’agenda del Governo Renzi non vi sia alcun piano concreto per sviluppare la mobilità del paese.

Si parla tanto di auto elettriche, ma in Italia siamo ancora molto indietro rispetto ad altri paesi d’Europa quando si parla di colonnine di ricarica. Cosa aspetta il Governo per incentivare lo sviluppo dell’infrastruttura?
Luca Galletti: "Il nostro impegno per sviluppare questo tipo di infrastrutture è legato agli obiettivi che stabiliremo a COP Parigi 2015. E’ stato calcolato che il 30% delle emissioni di CO2 derivano dal settore dei trasporti. Dobbiamo rendere il trasporto privato meno inquinante ed incentivare quello pubblico. Dunque la risposta è affermativa: faremo un piano di incentivazioni Stato-Comuni per aiutare lo sviluppo di una rete di colonnine di ricarica".

Parlando di mobilità del futuro non si può non parlare di auto ad idrogeno. I primi modelli di serie stanno arrivando sul mercato, ma in Italia non ci sono ancora stazioni di rifornimento, o meglio ce n’è solo una Bolzano perché la normativa italiana non consente il rifornimento alla pressione tecnicamente necessaria. Qual è la vision del Ministero dell’Ambiente?
Luca Galletti: "Dobbiamo essere attenti a qualsiasi novità il mercato ci propone. E non escludiamo nessuna tecnologia, idrogeno compreso. Sappiamo il risultato che vogliamo ottenere in termini di riduzione delle emissioni e qualsiasi cosa ci aiuti ad ottenerlo può in linea di principio andare bene…".

E poi c’è il fatto del momento, il Dieselgate Volkswagen su cui si è detto tanto, ma è stata fatta anche molta disinformazione incriminando non solo il “software truccato”, ma l’intera tecnologia del motore diesel. Qual’è la posizione del Governo?
Luca Galletti: "Voglio dire due cose: la prima è che il caso Volkswagen insegna come barare sull'ambiente non conviene più a nessuno. Volkswagen ha perso il 40% del suo valore in borsa. E’ la sanzione dei consumatori per chi non tiene conto dell'ecologia. La seconda cosa: smettiamo di prendere decisioni sulla base dell'emotività. Parliamo dell’economia automobilistica che è importante per l'Europa e per l'Italia. Prendiamo i provvedimenti necessari affinché queste cose non succedano più, ma smettiamo di dire che la Volkswagen deve chiudere o che le auto diesel devono smettere di circolare".

L’ultima domanda parte da una parola sconosciuta ai più: intermodalità. Significa combinare più mezzi di trasporto (l’auto, la bici, il car sharing, l’autobus) per rendere la mobilità, appunto, più efficiente. Cosa aspettiamo a fare un piano nazionale che incentiva gli italiani a fare più intermodalità?
Luca Galletti: "Sono d’accordo, ma queste e cose non si fanno in un giorno. Noi stiamo approvando un provvedimento che incentiva i percorsi casa scuola e casa-lavoro. Sono 35 milioni di euro ai comuni. Cose di questo genere servono. E poi serve un approccio diverso da parte dei comuni quando si parla di merci. Bisogna incentivare nuove formule di distribuzione delle merci più efficienti ed ecologiche".

Autore: Redazione

Tag: Interviste , h2roma


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