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pubblicato il 1 agosto 2007

La FIA contro... la FIA

Ovvero il Cavallino disarciona Mosley

La FIA contro... la FIA

La FIA riapre velocemente il caso Ferrari vs McLaren: tra fine agosto ed i primi di settembre, a Parigi, si ripartirà da zero. Come dire che sinora abbiamo scherzato!

Se a Kafka e Pirandello fosse stato chiesto di unirsi per scrivere una novella sulla "querelle Ferarri vs McLaren" il risultato non avrebbe potuto essere migliore di quello ottenuto da FIA & Co che hanno messo in piedi in un sol colpo:


  • La "regia" di un processo dove una delle due parti in causa non aveva possibilità di parola;
  • La formulazione di una NON accusa basata non sulla provata e riconosciuta detenzione di materiale segreto illecitamente ricevuto ma sull'ipotesi di utilità o meno derivante da possesso fraudolento detenuto
  • L'emissione di una sentenza discutibile non solo per il verdetto ma ancor di più per le suddette modalità
  • La creazione di un tale vespaio mediatico da rendersi, comunque finirà la questione, poco credibile agli occhi dell'opinione pubblica e degli addetti ai lavori più obbiettivi.


Non male per dei "professionisti" che reggono le sorti dello sport motoristico mondiale.

LE RAGIONI DEL RIPENSAMENTO

Ma esaminiamo subito gli elementi, portati da Ferrari, che hanno costretto Max Mosley, ovvero la FIA, ad interporre appello contro... se stessa:



  • Una soffiata (non un reclamo) della McLaren alla FIA lo scorso marzo contro le modalità di fissaggio del fondo piatto della Ferrari alla parte inferiore della scocca; in una foto pubblicata questa settimana dal settimanale AutoSprint si vedono chiaramente Alonso ed altri del Team McLaren, indicare il fondo piatto di una monoposto Ferrari appesa ad una carro attrezzi; la cronologia degli avvenimenti suggerisce che la fuga delle notizie era già iniziata;
  • Il comportamento "parallelo" tenuto dalla McLaren che da una parte negoziava con la Ferrari un accordo di fiducia reciproca e dall'altra taceva l'operato di Stepney ai danni della scuderia italiana;
  • L'installazione del blocco per la posta elettronica inviata da Stepney alla scuderia inglese tranne, sembrerebbe, che sul PC di Coughlan;
  • La consapevolezza che la McLaren aveva dell'esistenza di contatti personali - e della natura degli stessi - fra Stepney e Coughlan , anche in occasione dell'ultimo, conclusivo incontro fra i due a Barcelona - avallato dalla stessa McLaren - dal quale l'inglese è rientrato tutt'altro che a mani vuote;
  • Il non aver chiarito che Coughlan lavorava in McLaren pur possedendo quei dati ed il suggerimento di J. Neale (tecnico McLaren) allo stesso Coughlan di distruggere i documenti Ferrari senza - viene precisato - conoscerne o volerne conoscere il contenuto (il che automaticamente avalla la tesi dell'illecito derivante dal semplice possesso)


IL NUOVO ORGANO GIUDICANTE E LE DIVERSE MODALITA'

Non più il Consiglio Mondiale ma un nuovo Tribunale composto da 36 giudici (18 titolari e 18 supplenti) tutti esterni al Consiglio che ha emesso la sentenza precedente.

In questo nuovo processo, che emetterà un verdetto definitivo, sia Ferrari che McLaren avranno modo di esporre compiutamente tesi d'accusa e difesa e rispettive prove a carico e discolpa: un rovesciamento totale rispetto a quanto espresso in precedenza.

LE SCUDERIE

Ovviamente soddisfatta la Ferrari, il cui Presidente Montezemolo aveva esplicitamente dichiarato a caldo "Andremo avanti, non è finita"

La McLaren che, assaporata la tranquillità per il breve spazio di una notte d'estate, ha stizzosamente definito questo secondo atto "un'inutile perdita di tempo" ostentando fiducia circa la riconferma della sentenza.

LE PERSONE



  • Coughlan: è stato sospeso pro-tempore dalla McLaren;
  • Stepney: già da tempo licenziato, dovrà affrontare i procedimenti già promossi contro di lui dalla Ferrari in tema di sabotaggio, danneggiamento e frode sportiva (la famosa polverina bianca trovata nei locali della Scuderia e nel serbatoio della F1 di Raikkonen) nonchè quelli in itinere relativi al "furto di informazioni tecniche" (il dossier di 780 pagine del cui illecito possesso Coughlan viene accusato).
  • Ron Dennis: deve veramente ricominciare tutto da capo, ma non va assolutamente sottovalutato per preparazione, astuzia e relazioni, come peraltro già ampiamente dimostrato;
  • Montezemolo e Todt: politico e diplomatico il primo, attaccante a tutto campo il secondo: insieme hanno portato efficacemente avanti un'azione, con l'ovvio sostegno della proprietà, che in pochi giorni ha fatto rientrare comportamenti abnormi in alvei normali.
  • Luigi Macaluso: Presidente della CSAI - Commissione Sportiva Automobilistica Italiana e membro del Consiglio Mondiale della Fia che ha approvato all'unanimità la prima sentenza; sembra che abbia tentato, in tale occasione, di opporsi senza successo alla proposta di Mosley al quale avrebbe subito dopo indirizzato una lettera evidenziando come il riconoscimento, da parte della stessa FIA, di una colpa e l'incongruente sentenza di assoluzione, costituisca un pericolosissimo precedente per il buon governo dello stesso sport automobilistico.


I POSSIBILI SVILUPPI COLLATERALI

Ferrari: Stepney ha dichiarato di non essere il solo ad essere coinvolto nella faccenda e che, al momento opportuno, farà i nomi di altre persone. Ha inoltre sottolineato di non esser stato lui a prelevare il dossier e che chi lo ha fatto lo avrebbe "incastrato". Infine, Stepney ha sottolineato che le altre persone a suo dire coinvolte lo erano a tutti gli effetti, in quanto stavano progettando la costituzione di un nuovo Team nella massima formula

Mercedes: è rimasta silenziosa ma sarebbe difficile credere che abbia gradito essere di fatto coinvolta in una storia di questo genere. Altrettanto difficile è credere che i non del tutto idilliaci rapporti fra Ron Dennis e la stessa Mercedes non vengano in qualche modo infuenzati da questo episodio.

Pronostici?

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport , formula 1


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