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pubblicato il 2 novembre 2015

Dossier Tokyo Motor Show 2015

Mazda RX-Vision, il rotativo si prepara al gran ritorno

Con il concept presentato al Salone di Tokyo, la casa di Hiroshima torna al suo antico amore e prepara la sua sportiva futura

Mazda RX-Vision, il rotativo si prepara al gran ritorno
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La Mazda avrà anche ancora una sportiva con il motore rotativo. La notizia arriva in forma di bisbigli ormai da mesi, ha preso consistenza con le voci e i teaser degli ultimi tempi e finalmente se ne è avuta la conferma con la RX-Vision, il concept che la casa di Hiroshima ha piazzato al Salone di Tokyo attirando gli sguardi ammirati di tutti i visitatori.

Nostalgia e testardaggine

Bisogna dire che alla Mazda sono stati proprio bravi per quattro buoni motivi. Il primo è che hanno saputo mantenere il segreto, il secondo è che con quel nome che reca “Vision” dopo RX hanno detto tutto senza dire niente lasciando indovinare quale potrebbe essere il numero che seguirà identificando il nuovo modello. Il terzo è che Ikuo Maeda, capo del design Mazda, ha fatto un’altra volta centro dando un'ulteriore interpretazione dello stile Kodo. Qualcuno ha osservato che quelle superfici lisce senza tagli né archi è ben diverso da quello delle varie Mazda2, 3, 5 e compagnia bella, ma se il designer giapponese che ama tanto le auto italiane dice che è ancora Kodo dobbiamo credergli. Di sicuro la RX-Vision è un’auto emozionante, che cita apertamente Ferrari e Maserati senza scimmiottarle, con proporzioni autenticamente sportive: cofano lungo, sbalzo ridotto e abitacolo spostato all’indietro con la soluzione dei gruppi ottici parzialmente coperti da una palpebra della carrozzeria dipinta in Soul Red, la tinta brevettata da Mazda diventandone uno dei veicoli di immagine.

Un chiodo fisso da 60 anni

Il quarto è la testardaggine degli uomini Mazda e il coraggio delle proprie scelte. Ma chi glielo fa fare di sviluppare ancora un motore che non appare certo la migliore soluzione per andare incontro a normative sempre più restrittive per le emissioni e i consumi? Eppure non hanno mai smesso di farlo, anche dopo la cessazione della produzione della RX-8 nel 2012, anche in anni in cui la situazione oggettiva della Mazda era alquanto critica e la possibilità di sviluppare progetti collaterali ai prodotti di massa è alquanto limitata dal budget di una casa che nel 2014 ha venduto 1,3 milioni di auto e deve farsi tutto da sola. Eppure sono ben 50 gli ingegneri che hanno continuato a lavorare sul sogno di un motore dotato di pistoni rotativi e privo di parti a motore alternato, alberi a camme e altre componenti che aumentano l’attrito, capace inoltre di offrire con le sue dimensioni e massa ridotte la possibilità di sviluppare auto dalle caratteristiche uniche, come lo sono state la Cosmo Sport, la RX-7 e la già citata RX-8.

Vantaggi teorici e svantaggi pratici

Negli anni le hanno provate davvero tutte per risolvere i suoi problemi tipici ovvero consumi elevati di carburante e di olio. Iniezione diretta, porte tangenziali, idrogeno, metano, turbocompressore, utilizzo in sistemi ibridi, elettrici ad autonomia estesa ed altro ancora con l’obiettivo di eliminarne i difetti ed esaltarne i pregi che sono, oltre a quelle citati, l’assenza di vibrazioni e la capacità di girare a regimi alti anche a spese di una coppia non proprio generosa nella parte bassa del contagiri. Che cosa staranno combinando dentro le segrete stanze di Hiroshima? Si dice che la nuova unità R-Skyactiv sarà basata sul progetto 16X, ovvero quello che avrebbe dovuto dare al 13B della RX-8 il suo successore.

La ruota gira e prima o poi…

Le caratteristiche salienti dovrebbero essere l’iniezione diretta o addirittura la multi iniezione, la costruzione interamente in alluminio e altre soluzioni metallurgiche avanzate per garantire la tenuta delle fasce elastiche. Si parla anche di geometria variabile delle porte – il rotativo ha luci regolate dai rotori stessi, non valvole né alberi a camme – e di accensione a doppia candela o addirittura al laser con l’obiettivo di accelerare la combustione. Non si possono escludere la sovralimentazione, magari solo per il lavaggio delle camere di scoppio, e neppure altre evoluzioni clamorose. La prima potrebbe essere l’implementazione di un motore elettrico, niente di più facile e logico con un motore così piccolo che è carente di coppia proprio ai bassi regimi. La seconda è un frazionamento superiore, passando magari dai tradizionali due rotori a 3 o a 4 rotori.

Due potrebbero non bastare

A questi sbocchi portano due indizi. Il primo è che il nuovo motore avrà una cilindrata unitaria più bassa dei tradizionali 654 cc, il secondo è la lunghezza del cofano della RX-Vision, ma soprattutto la distanza tra la ruota anteriore e la linea del parafiamma che divide il vano motore dall’abitacolo. Perché creare tutto quello spazio per posizionare quanto più possibile al centro della vettura un motore intrinsecamente piccolo? O c’è l’esigenza di posizionare un motore elettrico tra unità a combustione interna oppure quella di metterne una più lunga del solito, come un quadrirotore o un trirotore. Anche in quest’ultimo caso le vibrazioni non sarebbero il problema perché ciascun rotore è equilibrato di suo e il frazionamento dispari non è un problema, ma di certo un quadrirotore sarebbe l’optimum, se non altro per essere pari al motore della 762B che ha vinto la 24 Ore di Le Mans del 1991.

Il motore della vita, la festa del secolo

La RX-Vision diventerà o no la RX-9? Gli uomini Mazda fanno i possibilisti, dicono che tutto dipende dall’evoluzione tecnica che riusciranno a dare al motore rotativo, ma il loro entusiasmo dice chiaramente che la risposta è positiva e che hanno già individuato strade tecniche per arrivare al loro scopo. Quanto tempo occorrerà aspettare? Almeno due anni e qualcuno sostiene addirittura il doppio per arrivare al limitare del 2020, anno in cui la Mazda festeggerà il suo centesimo anno di vita e vorrebbe farsi un bel regalo di compleanno. Mettere su strada un’auto così bella e portare a compimento un lavoro di affinamento durato circa 60 anni sarebbe quanto di più significativo per la casa di Hiroshima.

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Tag: Live , Mazda , auto giapponesi , motor show


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