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pubblicato il 30 ottobre 2015

Dossier Tokyo Motor Show 2015

Piccole sportive, la passione si riaccende

Tornano in auge alcuni modelli che hanno fatto la storia delle auto del Sol Levante ad alte prestazioni, ma l'Europa non scherza

Piccole sportive, la passione si riaccende
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Piccole sportive, sta tornando la passione in Giappone e al Salone di Tokyo c’è più di un segno premonitore che fa pensare al rinascimento di un genere che ha sempre avuto nel Sol Levante i suoi estimatori stimolando la creatività dei costruttori che, dal loro canto, non si sono mai fatti pregare tirando fuori auto che, in modo diverso, hanno esercitato anche la loro aura di fascino in altri contesti.

Torna il rotativo, arriva la Yamaha?

Grande sensazione per la Mazda RX-Vision che incarna il sogno di vedere ancora una volta una sportiva con motore rotativo in grado di ereditare questo esclusivo scettro detenuto in epoche diverse dalla Cosmo, dalla RX-7 e dalla RX-8. E per un ritorno tanto atteso c’è anche l’ipotesi di un debutto assoluto: quello della Yamaha che presenta Sports Ride Concept, terzo studio del progetto iStream che porta la firma di Gordon Murray, uno dei più geniali tecnici della storia dell’auto visto che sue sono le Brabham BT-46B “ventola”, la BT-49 a freccia e la McLaren MP4/4 che vinse 15 gran premi su 16 in calendario oltre che la leggendaria F1. Dopo la 2 posti da città e il Suv, ecco la sportiva lunga 3,9 metri che pesa solo 750 kg grazie alla struttura in tubi e pannelli in composito. Il motore è centrale e non si sa quale sia, ma c’è l’imbarazzo della scelta visti i rapporti con Toyota – il V10 4.6 da 560 CV della Lexus LFA è stato progettato dalla casa dei Tre Diapason – oppure potrebbe adattare una delle unità motociclistiche.

Buttare il cuore (di moto) nel cofano (di un’auto)

È un’idea insana che viene spontanea, se non altro perché allo stand di Honda, che dista 30 metri da quello Yamaha, c’è la Project 2&4 con il V4 1 litro da 230 CV della RC213V da MotoGP di Marquez e Pedrosa e la M1 numero 46 di Valentino Rossi è praticamente accanto alla Sports Ride. Di sicuro la Honda ha da marzo in listino la S660, piccola spider con motore 3 cilindri e sta pensando ad una nuova S2000 da posizionare al di sotto della nuova NSX, giusto per farsi mancare alcun revival. Anche Toyota è in vena di nostalgia e, dopo la GT 86, si attende spasmodicamente la nuova Supra, ma al Salone di Tokyo la sportività secondo le Tre Ellissi è lunga 3,99 metri e ha la forma della S-FR, concept di 2+2 a motore anteriore-centrale e trazione posteriore che potrebbe nascondere la prossima MR-2, se non altro perché il tetto nero a contrasto con la carrozzeria gialla lascia già immaginare come potrebbe essere con la capote. Anche qui nessuna notizia sul motore e forse anche per questo si può sognare il ritorno di Toyota sulla scia della Mazda MX-5.

La M4 che beve acqua e la Radical se li beve tutti

E visto che parliamo di Toyota, parliamo del suo alleato europeo che a Tokyo porta la M4 GTS, 700 esemplari di un auto con un rapporto peso/potenza di 3 kg/cv grazie al 6-cilindri-in linea 3 litri biturbo da 500 CV pur consumando come una “normale” M4 da 431 CV. Merito dell’iniezione ad acqua rinata – la prima a farne tesoro era stata la Ferrari nel 1983 sulla 126 C3 di Formula 1 prima che fosse vietata per regolamento – dopo oltre 30 anni. Al Nürburgring fa 7 minuti e 26 secondi, una bazzecole per le padrone tra le auto targate dell’Inferno Verde: le britanniche Radical. A Tokyo in prima fila ci sono le RX8 con le porte ad ala di gabbiano, ma poco dietro c’è la barchetta SR8 che ha fermato il cronometro a 6’48”, 10 secondi meno della pole position di Niki Lauda del 1975 con la Ferrari 312T. Roba da “Rush” e da “Tokyo drift”, anzi da Salone di Tokyo dove il film delle auto sportive continua.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Live , motor show


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