Mercato

pubblicato il 30 ottobre 2015

FCA, persi 299 milioni di euro per via dei richiami

Sul bilancio del terzo trimestre pesano i 602 milioni di accantonamenti, però i ricavi sono in crescita del 17%

FCA, persi 299 milioni di euro per via dei richiami

FCA archivia il terzo trimestre dell’anno con ricavi in crescita del 17%, a 27,5 miliardi di euro, ma con una perdita di 299 milioni di euro rispetto ad un utile di 188 milioni di euro nel terzo trimestre 2014. Colpa dei 602 milioni di accantonamenti legati ai richiami di vetture. E poi c’è un altro evento eccezionale: i 142 milioni per i costi derivati dai danni subiti a causa dell’incendio nel porto cinese di Tianjin. I veicoli consegnati a livello globale sono stati 1,1 milioni, in linea con il terzo trimestre 2014, ed il marchio Jeep ha proseguito la sua corsa, con consegne a livello globale in aumento del 27%.

Liquidità ancora forte

L’indebitamento netto industriale è diminuito di 0,2 miliardi di euro, rispetto al 30 giugno 2015 attestandosi a 7,8 miliardi di euro, e la liquidità disponibile rimane forte a 24,9 miliardi di euro. Il Gruppo conferma i target per l’anno in corso, rivisti al rialzo nel secondo trimestre. Il Gruppo ha inoltre precisato che il target dell’indebitamento netto industriale è stato rivisto per tener conto delle transazioni completate in relazione all’IPO di Ferrari ed è ora compreso nel range 6,6-7,1 miliardi di euro (da 7,5-8,0 miliardi di euro).

Le prospettive per il 2015

Per il 2014 il Gruppo ha confermato i target che aveva rivisto al rialzo nel secondo trimestre ovvero consegne a livello globale a circa 4,8 milioni di veicoli; ricavi a oltre 110 miliardi di euro; EBIT adjusted pari o superiore a 4,5 miliardi di euro; utile netto adjusted pari a circa 1,2 miliardi di euro con un utile base per azione (EPS) adjusted pari a circa 0,77 euro; il target per l’indebitamento netto industriale, ora compreso tra 6,6 e 7,1 miliardi di euro (da 7,5 e 8,0 miliardi di euro), è stato rivisto per tener conto delle transazioni completate in relazione all’IPO di Ferrari. Tutti gli importi però non riflettono gli impatti connessi alla preannunciata scissione di Ferrari, pianificata per gennaio 2016.

Autore: Redazione

Tag: Mercato


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