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pubblicato il 30 ottobre 2015

CdP digitale, controreplica di Unasca all'ACI

Secondo l'Unione autoscuole i risparmi saranno solo a favore dei bilanci privati dell’ACI

CdP digitale, controreplica di Unasca all'ACI

Ma alla fine il Certificato di Proprietà digitale facilita la vita degli automobilisti? In attesa di capirlo meglio, infuria la polemica proprio su questo argomento fra Unasca (Unione autoscuole e studi di consulenza automobilistica) e ACI. Quest’ultima aveva risposto alle accuse della prima, che adesso controreplica: “L’ACI ripete ancora che il CdP digitale comporterà un risparmio di 30 milioni di pezzi di carta l’anno e tonnellate di inchiostro. Inoltre ha precisato che la ricevuta è un foglio di carta molto meno pesante, a livello di grammatura della carta, rispetto al vecchio CdP cartaceo. Peccato che questo risparmio sia solo interno ai processi ACI”. Il motivo? Prima, spiega l’Unasca, c’era il CdP filigranato il cui costo era a carico dell’ACI, e oggi c’è l’utente che si deve far carico di stampare la ricevuta del CdP digitale in un foglio A4, a sue spese. “E l’utente, pur non avendo più il suo CdP in mano, continua a pagare i 27 euro di prima, più i 16 euro di imposta di bollo”.

La questione fogli

In più, ribadisce l’Unasca, i fogli da stampare per vendere un’auto sono aumentati, non sono scomparsi, passando da uno (il vecchio CdP) ad almeno 5: uno per la delega, due per il CDP (stampato come atto di compravendita), l’allegato A che contiene le informazioni aggiuntive all’atto di compravendita, infine la fotocopia del documento del delegante.

Indiretta ammissione di colpa?

Ma ecco un altro attacco Unasca: “Inizialmente, l’ACI ha tentato di negare tutto. Poi, ha emanato una circolare in cui informa gli operatori del settore che da ora in poi la delega non sarà più necessaria se non per casi specifici. Cos’è questo, se non un tentativo di aggiustare il tiro in corsa per tentare di snellire delle procedure che sono più complicate di prima? Alla fine il risparmio qual è? Di quali semplificazioni stiamo parlando? Questa è una strategia che di fatto genera risparmi solo a favore dei bilanci privati dell’ACI. La vera semplificazione per gli automobilisti è quella prevista dalla legge Madia con un solo archivio pubblico e un unico documento per ogni tipo di veicolo, con minori costi per gli utenti e risparmi strutturali per la spesa pubblica”. Adesso, in questo ping-pong Unasca-ACI, toccherà all’Automobile Club d’Italia.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni , aci , bollo auto


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