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pubblicato il 29 ottobre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Auto diesel, i governi Ue approvano i nuovi test di omologazione

Il pacchetto è meno rigoroso di quanto proposto dalla Commissione. Dura la critica di verdi ed ecologisti

Auto diesel, i governi Ue approvano i nuovi test di omologazione

I 28 Paesi dell’Unione europea hanno detto sì ai nuovi standard di omologazione delle auto diesel. Non più solo test in laboratorio, ma anche in condizioni reali. Dopo il Dieselgate era inevitabile, visto che attualmente, secondo la Commissione europea, il divario tra questo tipo di test e quelli su strada può essere addirittura del 400%. I nuovi test però sono meno rigorosi di quelli inizialmente proposti dalla Commissione (per cui le case auto avevano chiesto più tempo) e le critiche da parte degli ecologisti sono state durissime. Vediamo di seguito i dettagli.

Come funzionano i nuovi limiti

Il comitato tecnico dei 28 Stati membri Ue ha votato "a larga maggioranza" il fatto che da settembre 2017 i nuovi test saranno vincolanti per i nuovi modelli ovvero per le nuove generazioni, mentre per tutte le auto nei listini dei costruttori lo saranno dal 2019. La Commissione Europea, invece, aveva proposto che lo fossero dal 2018. Inoltre, sempre entro settembre 2017, essendo questi test in condizioni reali più difficili da superare rispetto a quelli in laboratorio, è stato deciso che i nuovi modelli possano eccedere il limite di emissioni di ossido di azoto (80 milligrammi per chilometro) al 110% (mentre la Commissione aveva proposto un tetto massimo del 60%). Entro gennaio 2020 potranno invece eccedere fino al 50%. Tutte le auto in vendita come nuovo (non parliamo di usato) potranno invece eccedere il limite al 110% fino al 2019 e fino al 50% entro il 2021.

Durissime le critiche degli ambientalisti

Secondo gli ambientalisti gli stati membri si sono “piegati alle lobby” dell’auto. “Le auto potranno emettere sino a 168 mg/km sino al 2019, ovvero più del doppio del limite legale, e 120 mg dal 2020, ossia il 50% in più rispetto al limite - attacca Greenpeace -. I governi europei stanno di fatto premiando gli imbroglioni e leccano i piedi ai lobbisti che sono letteralmente responsabili di attacchi di cuore, asma e danni irreversibili al clima”. Il portavoce dei verdi europei, Yannick Jadot, ha definito la decisione “scandalosa”, “si tratta di un’autorizzazione a violare la legge”, ha detto. Anche per i i libdem Ue (i liberaldemocratici) è “una orribile notizia” che avrà cattivi effetti su consumatori, qualità dell’aria e competitività del settore auto.

L’Ue si difende

Commentando questa decisione la commissaria Ue, Elzbieta Bienkowska, ha sottolineato che “l’Unione europea è la prima e unica regione al mondo a decidere questi metodi di test così forti. E questa non è la fine della storia - ha detto -. Completeremo questo importante passo con una revisione del regolamento quadro relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore”. La commissaria ha assicurato che si sta lavorando per “rafforzare l'indipendenza dei controlli”, ma questo non è bastato a frenare le  critiche.

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Tag: Attualità , inquinamento , unione europea


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