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pubblicato il 30 luglio 2007

Troppa gente guida contromano

Ben 71 casi in 6 mesi. La denuncia dell'Asaps

Troppa gente guida contromano

Allo scadere del sesto mese dell'anno sono molteplici i bilanci che si possono tracciare, e tra i tanti che riguardano la mobilità del nostro paese, ce n'è uno particolarmente sconcertante. L'ipotesi di guidare lungo una strada nel senso opposto di marcia vi appare lontana, un caso raro, improbabile? Ebbene i dati raccolti dall'Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) dimostrano il contrario. Quest'anno sono bastati 180 giorni perché incidenti simili si verificassero ben 71 volte, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2006 (quando se ne contarono 46).

Da gennaio a giugno 2007 le persone che hanno perso la vita sulle strade per colpa di un senso "sbagliato" sono state 22, un numero che tradotto in percentuale significa che ogni sinistro ha un indice di letalità pari all'1,8%. Secondo l'Asaps, infatti, il 16,9% dei casi si è rivelato mortale. Anche i feriti non sono stati pochi, anzi, si è calcolato che in 18 casi (25,3% sul totale degli episodi) sono rimaste ferite 75 persone, ovvero circa 4 per ogni incidente. Se questi sono stati i risultati, adesso esaminiamone le cause.

Ciò che sembra spingere un guidatore ad imboccare il senso di marcia opposto rispetto alla direzione consentita, nella maggior parte dei casi, è l'alcol. Ancora una volta la guida in stato di ebrezza si è dunque rilevata il terreno più fertile in cui coltivare croci. In 23 casi su 71 (ovvero nel 32,9% dei casi) ubriachi erano alla guida di vetture che hanno causato incidenti spesso mortali. Continuando ad esaminare i dati raccolti dall'Asaps ci si può accorgere di quanto la responsabilità di simili eventi dipenda il più delle volte dall'identità dell'automobilista. In 12 occasioni le manovre che si sono rivelate fatali sono state effettuate da persone ultra 65enni. E se l'età non dovesse essere la causa del danno, è perché nel 3% dei casi c'era alla guida una persona affetta da patologia psichiatrica.

Esistono tuttavia alcuni episodi in cui la salute, fisica o mentale, della persona che stava al volante non c'entrava nulla con il contromano imboccato. E' un fatto che in 15 casi su 71, all'origine ad un contromano c'è stata la ferma consapevolezza dell'automobilista che ha deciso "lucidamente" di imboccare strade nel senso opposto per "scappare" dalle forze di polizia. Le operazioni di PG, cioè i tentativi di sottrarsi a controlli o cattura della polizia, sono stai alla base del fenomeno nel 21,1% dei casi. Ancora più alta è stata poi la percentuale dei sinistri dovuti a persone straniere sulle nostre strade (25,4%).

"Autostrade per l'Italia ha migliorato la segnaletica, soprattutto quella orizzontale, dipingendo ampie frecce direzionali in prossimità degli imbocchi sugli svincoli - si legge in una nota dell'Associazione -. Mentre cominciano ad essere usati i sistemi a messaggio variabile sui portali e gli allarmi sulle varie 'radio traffic', prima tra tutte Isoradio". Le strade più ad alto rischio si sono rivelate, secondo quest'indagine, quelle a "carreggiate separate" (luogo su cui si è verificato il 57,5% degli incidenti). Subito smentito il pensiero che la notte possa essere più pericolosa del giorno e che quindi nelle ore soleggiate ci si possa sentire "al sicuro", perché la differenza tra le due fasi della giornata è davvero minima: 39% gli incidenti notturni e 32% quelli diurni.

L'intervento della Polizia è stato decisivo nella maggior parte dei casi, come hanno dimostrato i dati relativi al blocco di 37 veicoli contromano (52,1%). Un pizzico di fortuna certamente non guasta mai, e c'è stato chi ha dovuto ringraziare la sua buona stella per essersi salvato (come nel caso della ragazza che ha percorso 57 chilometri da Carpi (A22 del Brennero) fino al bivio tra l'A1 e l'A15 (svincolo di Parma, tra l'Autosole e la Cisa). Ma non bisogna mai adagiarsi su simili "eccezioni fortunate", ricordiamo che soltanto in 4 circostanze i passeggeri a bordo sono stati in grado si uscire dalle lamiere prima che le forze di Polizia intervenissero.

Unico buco nero dell'indagine è un misterioso 5,3%. Ci sono stati in questi sei mesi, infatti, tre episodi che sono stati definiti "fantasma", perché non si è riusciti a rintracciarne gli autori. Nessun ferito e nessuna vita spezzata, ma pur sempre tre possibilità di vedere questi numeri ancora più alti.

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