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Retrospettive

pubblicato il 27 luglio 2007

BMW Serie 7, una storia lunga 30 anni

Dalle "edizioni speciali" all'idrogeno

BMW Serie 7, una storia lunga 30 anni
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"I modelli BMW sono ora di nuovo una famiglia, con molte caratteristiche condivise". Era il 1977 e l'allora direttore vendite BMW, Hans-Erdmann Schönbeck, commentava così la nascita della Serie 7, "una Serie che aggiungendosi alla gamma delle Serie 3, 5 e 6 la completava". Come le altre vetture della gamma BMW, anche i modelli della Serie 7, basati sulla Serie 6 Coupé che era stata lanciata l'anno prima, erano dotati di una barra antirollio centrale. Gli ingegneri BMW, però, avevano pensato per questa Serie ad un cofano motore e ad un bagagliaio più inclinati, nonché ad una visibilità accentuata da una superficie di vetro maggiore dell'11% rispetto a quella del modello precedente. Innovative erano anche le sospensioni anteriori (con ammortizzatori a molle a doppio braccio) ed il sottotelaio posteriore, più rigido e resistente alla corrosione. Il risultato era "un'uniformità tecnica ed estetica assicurata su tutte le serie di modelli".

Esattamente 30 anni fa l'opzione di scelta sulla Serie 7 era triplice, ovvero i modelli a disposizione erano un 2,8 litri, un 3,0 litri ed un 3,2 litri, rispettivamente da 170, 184 e 197 CV. I prezzi base, quando ancora in Germania si parlava di marchi tedeschi, erano di 29.300 marchi per laBMW 728 e di 33.600 marchi per la 730, mentre con altri 5 mila marchi si poteva acquistare il top della gamma, la 733i. Tra queste tre versioni la più grande novità era rappresentata dalla 730, che inaugurò il sistema Check Control, un dispositivo elettronico di monitoraggio che controllava i livelli dell'olio motore, del liquido dei freni, del liquido di raffreddamento e di quello del lavavetri, nonché il funzionamento delle luci dei freni, delle luci degli stop e lo spessore delle pastiglie dei freni.

Il lancio sul mercato della nuova Serie firmata BMW ebbe un successo immediato che si andava ad inserire in una cornice societaria dai bordi già molto positivi. Di fatto nel 1976 il fatturato della società era cresciuto del 32 percento e BMW stava producendo il 24 percento in più di auto ed il 10 percento in più di motociclette. Quest'andamento positivo continuava nella prima metà del 1977, il che significava che i dipendenti dovevano di nuovo fare turni supplementari per soddisfare la sempre crescente richiesta. Proprio in occasione dell'Assemblea generale del 7 luglio 1977, il Presidente del Consiglio di Amministrazione di BMW, Eberhard von Kuenheim, disse che "il volume degli ordini aveva raggiunto livelli così elevati che lo stabilimento di Dingolfing riusciva difficilmente a tenerne il passo". In quello stesso dicembre iniziò anche la produzione di una versione speciale della 733i che mirava al mercato nordamericano. Sempre nel 1977 furono costruite quasi 20 mila BMW Serie 7, un numero destinato a salire a 35.745 unità soltanto nel primo anno di produzione e a superare le 35 mila unità nei due anni successivi. La BMW Serie 7 era destinata a raccogliere un successo maggiore rispetto a qualsiasi precedente Serie di modelli BMW della sua categoria.

Ulteriori optional furono introdotti già a partire dalla produzione dell'anno seguente. Tra questi compariva l'ABS, i sedili riscaldabili, il computer di bordo ed anche la predisposizione per il telefono mobile. A partire dalla fine del 1979, alcune novità riguardarono le motorizzazioni. Le grandi BMW sei cilindri venivano offerte esclusivamente con motori ad iniezione più efficienti nei consumi. La BMW 728i, che sviluppava 184 CV, prese il posto della 728 e la precedente 733i fu ribattezzata 732i. Nuova nella gamma era la BMW 735i equipaggiata con il motore 3,5 litri 218 CV, già noto sulla 635CSi. All'inizio dell'estate del 1980 era invece pronto il primo esemplare del nuovo modello al top della gamma della Serie 7 di prima generazione, la BMW 745i, dotata di un motore sei cilindri da 252 CV con turbocompressore azionato dai gas di scarico e trasmissione automatica a tre velocità di serie. Questi furono anche gli anni in cui BMW iniziò a produrre vetture Serie 7 al di fuori della gamma ufficiale. Poco noto è, ad esempio, il modello 725i dotato del motore da 150 CV (derivato dalla 525i) e destinato agli enti pubblici. Di questo speciale modello ne sarebbero stati assemblati in totale 921 esemplari. Era il 1981 invece l'anno in cui fu introdotta, sempre per gli enti pubblici, una versione blindata della Serie 7.

Le prime modifiche tecniche ed estetiche arrivarono nel 1982. La caratteristica griglia BMW si presentava adesso più piatta, mentre si riduceva la presa d'aria nella griglia del radiatore ed il pannello sotto il paraurti subiva modifiche. La trasmissione automatica a quattro velocità con controllo elettrico-idraulico e tre modalità di cambiata vennero rese disponibili due anni dopo e, in quello stesso autunno, la gamma dellaBMW Serie 7 fu arricchita da altri due modelli di lusso, ovvero la BMW 735i Highline e la 745i Highline. Sempre nel 1984, all'insaputa del pubblico europeo, fu lanciata in Sud Africa una versione speciale della 745i equipaggiata con un motore atmosferico M88/3 a quattro valvole per cilindro proveniente dalla BMW M1. Quest'auto, grazie al suo sistema di iniezione elettronica L-Jetronic, poteva erogare 290 CV e raggiungere una velocità massima pari a 241 km/h. In questo modo, la BMW 745i sudafricana era soltanto leggermente meno veloce della BMW M5, più leggera di quasi 300 kg. Fino a tutto maggio 1986, soltanto 192 esemplari di questo cavallo di razza uscirono dalla fabbrica ed esternamente era difficile da riconoscere. Soltanto un'occhio attento poteva infatti notare il vecchio logo della BMW Motorsport sui copriruota, mentre all'interno la lettera M marchiava il contachilometri e le strisce Motorsport indicavano che il motore sotto il cofano era qualcosa fuori dell'ordinario.

Quando la Serie 7 uscì di produzione nel giugno 1986, ne erano state costruite in tutto 285.029 unità. Il modello più venduto fu la 728i, consegnata in 70.360 esemplari, seguita dalla 735i con 60.818 unità. Da ricordare, infine, l'esperimento degli anni '80 che venne condotto dalla Casa tedesca (che era nata producendo motori da aviazione) insieme al connazionale Istituto di prove e di ricerca per l'aviazione ed il volo spaziale (DFVLR). Da questa collaborazione una BMW 735i ed una 745i vennero adattate all'utilizzo "bivalente" sia di idrogeno liquido che di benzina. Era il primo passo verso quello che nel 2006, dopo quasi 25 anni di lavoro, sarebbe stato il lancio del primo modello di produzione alimentato ad idrogeno, ovvero la BMW Hydrogen 7.

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Tag: Retrospettive , Bmw


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