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pubblicato il 28 ottobre 2015

CdP digitale, ACI risponde alle critiche di Unasca

Sono 600.000 i CdP già emessi dall'ACI, ma per valutare il risultato finale bisogna attendere

CdP digitale, ACI risponde alle critiche di Unasca

La telenovela del neonato Certificato di Proprietà digitale (c’è dal 5 ottobre) si arricchisce di una puntata. Dopo la forte polemica ACI-Unasca (Unione autoscuole e studi di consulenza automobilistica) di qualche ora fa, adesso l’Automobile Club d’Italia annuncia che sono stati emessi 600.000 esemplari del CdP digitale, e pubblica una circolare che “prevede ulteriori semplificazioni a favore degli utenti e degli operatori professionali, frutto del costante monitoraggio effettuato dai tecnici Pubblico registro automobilistico sulle operazioni svolte”.

Chiaro riferimento

L’ACI non la nomina, ma nel comunicato dell’Automobile Club d’Italia il riferimento all’Unasca è palese: “Anche a seguito del diffondersi di alcune notizie poco esatte in proposito e per far sì che il cittadino sia sempre correttamente informato, l’ACI ricorda in primo luogo che, come previsto, le procedure di lavorazione del CdP digitale non siano evidentemente da sole sufficienti al risparmio di 30 milioni di fogli di carta ogni anno”. Oggi, le zone operative sono quelle di Roma, Chieti, Pordenone e Cosenza, ed entro novembre verranno coinvolte Piacenza, Salerno, Sassari, Taranto, Viterbo, Aosta, Caltanissetta, Catanzaro, Pistoia e Trieste. Il risultato finale si potrà valutare, dice l’ACI, quando la “macchina oerganizzativa” sarà totalmente a regime, come previsto, con la completa digitalizzazione dei processi operativi. “Un obiettivo, questo che si potrà raggiungere anche con l’auspicata adesione al nuovo sistema realizzato da ACI (denominato Semplific@uto) da parte di tutti gli Studi di consulenza automobilistica anche nell’interesse di migliorare la qualità dei servizi resi ai loro clienti”.

Altra stilettata all’Unasca

Per quanto riguarda la necessità di stampare cinque fogli per ogni passaggio di proprietà, l’Ente di via Marsala, per il tramite del direttore del servizio PRA Giorgio Brandi, chiarisce: “La necessità di stampare più fogli è circoscritta a meno del 10% delle operazioni. Mentre per oltre il 90% delle stesse è rimasta la stampa di un solo foglio. E riguarda esclusivamente le operazioni complesse, caratterizzate dalla presenza nell'atto di vendita di più soggetti. Si ripete, quanto avveniva con il vecchio CdP cartaceo per le medesime fattispecie”.

Questione ricevuta

In chiusura, il chiarimento sulla ricevuta. Dice il PRA che quella rilasciata oggi è molto meno "pesante", per quanto riguarda la grammatura della carta, rispetto al vecchio CdP cartaceo. “Per di più è stato sottolineato molte volte - evidenzia Brandi - come questa sia soltanto una fase transitoria che sarà superata fin da febbraio 2016, attraverso la completa digitalizzazione dei processi. Sono peraltro state già individuate delle semplificazioni operative che da subito ridurranno il numero dei casi in cui è richiesta la stampa di più fogli”. A questo punto, la telenovela promette di continuare, con un’altra nota da parte dell’Unasca, in replica all’ACI.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Attualità , assicurazioni , aci , bollo auto


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