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pubblicato il 26 ottobre 2015

Guida autonoma, una patente anche per le auto?

Secondo una ricerca dell'Università del Michigan è necessario certificare le capacità delle driverless car

Guida autonoma, una patente anche per le auto?
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Il momento in cui la prima auto a guida autonoma si potrà comprare in concessionaria e poi utilizzare sulle strade è sempre più vicino, soprattutto negli Stati Uniti, dove la sperimentazione e la legislazione sono in assoluto più avanti che nel resto del mondo. Ma è proprio sull'impianto normativo che regolamenti la guida autonoma che vanno presi i provvedimenti più complessi e la proposta del Transportation Research Institute dell'Università del Michigan va proprio in questo senso: creare una “patente per la guida autonoma” da assegnare non ai guidatori bensì alle auto, per certificare il loro livello di abilità, sia quanto a evoluzione di sistemi tecnologici che a possibilità di operare in situazioni diverse, a partire dalle diverse condizioni meteo.

Il problema meteo

Secondo la ricerca di Michael Sivak e Brandon Schoettle, quindi, se al momento di rilasciare la patente di guida a un umano si valutano la conoscenza delle norme, le capacità psicomotorie e quelle sensoriali come la vista, allora anche le caratteristiche delle driverless car – mappe, radar, sensori, software e telecamere – devono essere oggetto di valutazione perché è evidente che ogni sistema garantirà prestazioni differenti. Inoltre, molti sistemi autonomi hanno ancora diverse lacune e anche i migliori non sono comunque affidabili in situazioni di scarsa visibilità e in particolare con la neve, un tipo di condizione per la quale non sono mai ancora stati eseguiti test approfonditi.

E quello degli aggiornamenti

Ma non è tutto, perché gli altri due problemi più grandi da affrontare sono proprio quelli legati alla natura robotica delle auto a guida autonoma: quello etico e quello dell'apprendimento. Come si deve comportare un'auto senza conducente quando deve decidere se evitare o meno un incidente, scegliendo quale rischio correre o quale infrazione commettere? E inoltre, visto che i software non possono imparare da soli facendo esperienza, quanti aggiornamenti avrà l'auto una volta che è in circolazione? Così, secondo i ricercatori del Michigan, inizialmente i sistemi potrebbero funzionare solo in alcune condizioni e venire poi aggiornati nel tempo, ma tutto sotto l'egida di una certificazione esterna. Una patente, appunto.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Attualità , guida autonoma , patente a punti


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