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pubblicato il 26 ottobre 2015

Fari allo xeno, led o laser: l'evoluzione dal passato al futuro

Negli ultimi 25 anni sono passati attraverso varie rivoluzioni fino ai proiettori OLED

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Si fa un gran parlare di connettività, di app che tutto possono nei confronti dell'auto e si tende a trascurare il fatto che c'è un altro aspetto delle nostre vetture (ecco, magari non proprio di tutti tutti), che non solo si sta evolvendo con rapidità quasi eguale, ma forse è persino più scenografico. Le luci. Uguali a sé stesse per decenni, salvo qualche piccola evoluzione, negli ultimi 25 anni sono passate attraverso varie rivoluzioni. Dal 1908 fino agli anni Sessanta - il periodo del proiettore elettrico con tecnologia a filamento inventato da Hella - e da lì fino al 1991 - l'epoca delle lampade alogene - il comparto è sempre rimasto piuttosto statico, per poi "esplodere" di innovazioni. 1991, dicevamo: BMW lancia, sulla Serie 7, i fari al gas xeno, una tecnologia dell'italiana Magneti Marelli. Si pensa di essere arrivati al sistema di illuminazione "definitivo": la potenza e la profondità luminosa, insieme all'affidabilità degli impianti xeno, raggiunge livelli inimmaginabili solo qualche anno prima. Ma l'evoluzione non si ferma...

Led, efficienza e design

Cosa c'è di meglio di una tecnologia di illuminazione che consente di avere una temperatura (in termini meno tecnici: la tonalità) di luce simile a quella del sole a mezzogiorno? Nulla, per l'occhio umano. Se a ciò si aggiunge il fatto che i led - di questo stiamo parlando - consumano pochissima energia, durano a lungo e regalano grande libertà ai designer, eccoci di fronte alla famosa quadratura del cerchio. Attenzione però a non confondersi: un conto sono le luci diurne a led, che ormai tutte le auto offrono di serie, un conto sono gli abbaglianti e gli anabbaglianti a led, più rari, anche se ormai piuttosto diffusi anche nel segmento C. Per esempio la Seat Leon li offre - optional a 1.020 euro - già da oltre due anni, così come la "cugina" Audi A3, sulla quale però costano la bellezza di 1.990 euro; va detto che hanno l'attivazione automatica degli abbaglianti, ma la differenza è davvero ampia. BMW? Sulla Serie 1 top di gamma MSport sono di serie, al pari della nuovissima Mini Clubman in allestimento Hype. Ultimo, ma non meno importante: i led stanno "invadendo" ormai anche gli abitacoli, grazie al mix di efficienza e di look hi-tech che sono in grado di assicurare.

Laser, un'arma - di difesa - dagli imprevisti della notte

L'ultima frontiera si chiama laser e ancora una volta - come con lo xeno nel 1991 e con i led nel 2001 - la prima della classe è BMW, che li commercializza da oltre un anno sulla sportivissima ibrida plug-in i8. Prezzo: 9.750 euro. Tanti? Pochi? Di sicuro per chi ne spende circa 140.000 per un'auto non sono la fine del mondo, ma soprattutto trovano piena giustificazione nella complessità tecnologica e nelle prestazioni che sono in grado di offrire. Quanto alla prima - in parole molto semplici - la sorgente luminosa deve passare in uno strato di fosforo per dare origine alla luce vera e propria, che per ovvie ragioni non può essere nociva. Quanto alla seconda, la densità luminosa è identica a quella della luce solare mentre la profondità del fascio luminoso tocca quota 600 metri. Per il momento, data l'esclusività del laser, il suo utilizzo è assai ristretto, ma come per lo xeno e i led non è da escludere una più ampia diffusione in futuro. Anche perché Audi, per citarne una, si dovrebbe mettere in pari tra non molto con la R8.

OLED, chi si ferma è perduto

Ve l'avevamo detto che in tema di fari il futuro è molto... Illuminato. Al recente Salone di Francoforte, Audi ha fatto parlare di sé grazie ai proiettori OLED, che fanno di colpo invecchiare i led: non solo sono più leggeri ed efficienti, ma non necessitano di raffreddamento né di parabole riflettenti o guide e, proprio per questo, danno ancora più spazio alla creatività dei designer. Senza contare che garantiscono un ulteriore passo avanti in termini di efficienza.

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Tag: Accessori , autoaccessori


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