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pubblicato il 21 ottobre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Dieselgate Volkswagen, le preoccupazioni di Confindustria

Il leader degli industriali, Giorgio Squinzi, è sicuro che gli effetti si sentiranno anche in Italia

Dieselgate Volkswagen, le preoccupazioni di Confindustria

Il Dieselgate Volkswagen preoccupa - e non poco - gli industriali italiani. Il numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi, crede che le ricadute sul nostro indotto sono inevitabili. Del resto, come avevamo sottolineato anche noi, ci sono diverse ragioni per non essere “felici” di questo scandalo. I numeri parlano chiaro: da solo il marchio Volkswagen occupa direttamente 900 persone circa e coinvolge su tutto il territorio nazionale circa 2mila tra concessionari e punti di assistenza, con circa 25mila persone impiegate. Inoltre il gruppo tedesco controlla, attraverso Audi, anche Ducati (più di mille dipendenti) e Lamborghini (più di 1.200 lavoratori).

Confindustria si è quindi detta preoccupata per le ricadute negative sull’indotto automobilistico italiano dello scandalo emissioni. Secondo Squinzi “ci vorrà tempo per stimare sia l'impatto di quanto accaduto sul settore automobilistico e sull'economia tedesca, sia le possibili ripercussioni di tipo macroeconomico”, ma ne soffriremo anche noi. Le imprese italiane della componentistica auto, ha aggiunto Squinzi, “hanno da tempo indirizzato una quota crescente delle proprie produzioni verso le commesse tedesche, tant'è che la Germania è il nostro primo partner commerciale, pesando per il 25% sulle vendite italiane all'estero”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , produzione


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