Attualità

pubblicato il 20 ottobre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Nuovi protocolli sui gas di scarico, l’ACI si candida per effettuare i test

Il Presidente Sticchi Damiani lo ha annunciato oggi in Senato

Nuovi protocolli sui gas di scarico, l’ACI si candida per effettuare i test
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L’Automobile Club d’Italia “si candida a svolgere prove su strada dei veicoli per il controllo dei gas di scarico con un protocollo di test il più vicino possibile al loro utilizzo quotidiano”. Il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, lo ha detto chiaramente oggi in audizione al Senato, sottolineando il know how e le capacità tecniche del Club degli automobilisti oltre che la disponibilità di circuiti dove poter effettuare le prove, per le quali sarà necessario il coinvolgimento del Cnr di Napoli con i suoi laboratori specializzati, della Motorizzazione Civile e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Il numero uno dell’ACI è stato ascoltato, come l’ad del Gruppo Volkswagen in ItaliaMassimo Nordio, in relazione al Dieselgate e alle sue ricadute nel nostro Paese e la sua proposta rientra nella più ampia vicenda che a livello europeo coinvolge istituzioni e costruttori. L'ACEA, l'associazione europea dei costruttori di automobili, ha di recente chiesto alla Commissione europea "tempi e condizioni più realistiche" per adeguare la propria produzione alle previste nuove regole di omologazione RDE (real driving emissions).

Sticchi Damiani nel suo intervento alle Commissioni riunite di Industria, commercio, turismo e Territorio, ambiente, beni ambientali ha quindi affermato che “è imprescindibile l’armonizzazione di tutte le normative europee sull’omologazione dei veicoli e sui controlli dei gas di scarico perché non ha senso che l’Italia si comporti in modo virtuoso quando continuerebbero comunque a circolare anche sulle nostre strade auto omologate all’estero con leggi differenti”. “La normativa prevede infatti che le prove di laboratorio possano essere svolte da qualunque membro dell’Unione Europea con riconoscimento degli altri Paesi – ha concluso il presidente ACI a Palazzo Madama – ma la vicenda dieselgate è imputabile alle smagliature nel sistema di controllo e di omologazione delle vetture, oltre che a comportamenti distorti tra venditori ed acquirenti”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , aci


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