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pubblicato il 25 luglio 2007

Il mondo alla rovescia

Può la produzione di serie influenzare la Formula Uno?

Il mondo alla rovescia

Norme anti inquinamento sempre più restrittive; la necessità di ottimizzare l'uso dell'energia anche attraverso il suo recupero; la propulsione ibrida; la scoperta del "piccolo è bello" nel campo delle cilindrate ai fini del contenimento delle emissioni di CO2. Il difficile matrimonio fra basse emissioni ed alte prestazioni...

Questo è il quadro preso come riferimento dal Presidente della FIA Max Mosley, dai suoi tecnici, dai rappresentanti dei Costruttori della massima Formula e da alcuni fra i principali rappresentanti mondiali assenti dalla Formula 1, ma cooptati al riguardo dalla FIA, per ripensare l'impostazione tecnica dell'attuale Formula 1.

Ecco quindi come il paradosso del titolo trova una sua giustificazione. Le idee che agitano - a dir la verità da tempo - le menti di Mosley & Co, vanno nella direzione indicata dalle norme anti-pollution e, passando per tecnica ed aerodinamica, toccano anche l'utilizzo di carburanti alternativi.
Ma vediamo più in dettaglio che cosa ci si potrebbe aspettare da questa rivoluzione dei regolamenti tecnici che dovrebbero entrare in vigore entro il 2011.

MOTORI TRADIZIONALI
L'orientamento sarebbe quello di proseguire la strada, già intrapresa da tempo, della riduzione sia della cilindrata che del frazionamento. Gli attuali V8 lascerebbero il posto a più "modesti" 4 cilindri da massimo 1.500 cc, al Gran Premio di Monaco, si potrebbe correre con motori V6 da 2.200 cc. I team già presenti in F1 sembrerebbero propendere per il V6 mentre i grandi costruttori oggi assenti dalla F1, ma presenti nel Gruppo di Lavoro, non hanno remore nel formulare proposte maggiormente aderenti alla produzione di serie (4 cilindri).

Nell'uno o nell'altro caso il rendimento sarà influenzato da specifici parametri regolamentari quali, sembrerebbe questo l'orientamento, l'abolizione del regime massimo di rotazione e/o libertà in materia di sovralimentazione. Ricordiamo che la Formula 1 ha ospitato ben più di un 4 cilindri nel corso della sua storia: dal 4 cilindri Ferrari due volte campione del mondo con Ascari nei primi anni '50 a quelli posteriori delle piccole ed agili Cooper Climax e Lotus che, per dirla alla Ferrari, "spingevano il carro" invece che "tirarlo". E per finire, il mostruoso 4 cilindri BMW da 1,5 litri che in versione da qualifica superava ampliamente i 1.000 cv.

MOTORI AGGIUNTIVI
Per reperire potenza aggiuntiva verrà permesso (imposto?) l'utilizzo di uno o più motori elettrici, schema già utilizzato nella produzione di serie da Toyota per la Prius, Honda per la Civic e, per ora come prototipo, persino dalla piccola smart. In questa direziona ve un esperimento della Toyota, che è intenzionata a partecipare alla 24 Ore di Le Mans con una vettura Sport a propulsione ibrida.

RECUPERO ENERGIA
Ulteriore potenza deriverà dall'ipotizzato utilizzo di convertitori che, applicati ai freni, recupereranno energia limitandone la dissipazione.

POTENZA TOTALE
Si stima che un motore 1.500 cc con le caratteristiche e le limitazioni appena descritte possa superare ampiamente la soglia dei 400 cv, mentre altri 200 dovrebbero provenire da motori elettrici e convertitori.
Le tre diverse fonti fornirebbero quindi al pilota oltre 600 cv da gestire alla vecchia maniera, con il piede destro che chiamerà in causa - in base alla pressione esercitata e in successione - il motore principale, quello o quelli elettrici ed i convertitori. Nel ricordare come l'entrata in funzione dei motori elettrici sia istantanea e come la spinta aumenti in modo significativo grazie ad una erogazione di potenza assolutamente lineare (curva piatta!), sarà interessante verificare come verrà tecnicamente gestita - agli effetti della guida - questa successione di funzioni.

AERODINAMICA
In generale sarà semplificata, con sparizione di gran parte dei dispositivi oggi presenti (nolders, ali, alette, profili vari ecc.); saranno probabilmente ammesse superfici mobili (alettoni anteriori e posteriori) il cui compito sarà quello di assicurare le minori variazioni di carico possibili, in modo da ovviare agli alleggerimenti oggi derivanti dall'effetto scia. In questo modo si dovrebbe ricreare la possibilità di sfruttare la scia dell'avversario e di effettuare sorpassi in staccata.

CONSUMI E CARBURANTI
I regolamenti toccheranno con ogni probabilità il fattore consumo, stabilendo limitazioni specifiche; inoltre potrebbero contemplare l'utilizzo di carburanti non di derivazione fossile. Poichè non sembra ipotizzabile utilizzare esclusivamente bio-carburanti, il riferimento della FIA è probabilmente collegato alle benzine commerciali, miscelate a bio-carburanti di prossima generazione nelle proporzioni stabilite dalle norme che saranno in vigore al momento.

PROTEZIONE AMBIENTALE
E' un aspetto al quale viene data molta enfasi ed è uno degli elementi chiave dei nuovi regolamenti; sarà probabilmente perseguito come già più ampiamente descritto, attraverso le riduzione delle emissioni inquinanti, l'utilizzo di motori elettrici, di convertitori e di benzine commerciali miscelate con biocarburanti.

CONSEGUENZE SULLE ALTRE CATEGORIE
L'eventuale adozione di un regolamento del genere avrebbe inevitabilmente delle ripercussioni anche su altre categorie dello sport automobilistico, in particolare quelle a ruote scoperte (nelle sport, ad esempio, il gasolio la fa ormai da padrone). La FIA infatti, ma ancora di più Bernie Ecclestone che - tramite la FOCA - detiene i diritti di sfruttamento televisivo della Formula 1, potrebbe non gradire che una "categoria minore" faccia registrare, sui medesimi circuiti, tempi inferiori a quelli della massima formula e, magari, maggiore spettacolo.

Una prima avvisaglia la avremo già dal 2008 ad opera della Renault. La Casa Transalpina, stando ad una anticipazione comparsa sul settimanale Autosprint, rinnoverà il prossimo anno la formula della sua World Series, monoposto Dallara, monotipo mossa dal V6 3,5 litri Renault, che verrà appunto alimentato non più a benzina, ma a bio-etanolo. Una scelta che in parte anticipa la filosofia della Formula 1 del futuro e che vede fra l'altro crescere la potenza del motore Renault dagli attuali 425 cv ad oltre 500. Un valore "pericolosamente" vicino ai 600 CV ipotizzati per la F1.

Vi terremo aggiornati degli sviluppi.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport , formula 1 , bioetanolo , carburanti alternativi , inquinamento


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