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pubblicato il 19 ottobre 2015

Hacker vs auto, le Case si difendono facendo quadrato

Le due maggiori associazioni di costruttori hanno siglato un accordo di collaborazione per proteggere le vetture

Hacker vs auto, le Case si difendono facendo quadrato

Internet è salito a bordo delle automobili da qualche anno ormai, ma negli ultimi tempi lo sta facendo in maniera molto più prepotente con tutte le nuove funzioni di connettività. Così è nato anche il problema della vulnerabilità del sistema autovettura (ricordiamo il caso della Jeep Cherokee), a maggior ragione adesso che i sistemi di assistenza alla guida diventano sempre più evoluti e pervasivi. Per questo le due associazioni di case automobilistiche più importanti - la Alliance of Automobile manufacturers (BMW Group, FCA, Ford, GM, Jaguar Land Rover, Mazda, Mercedes-Benz USA, Mitsubishi, Porsche, Toyota, Volkswagen, Volvo) e la Association of Global Automakers (Aston Martin, Ferrari, Honda, Hyundai, Isuzu, Kia, Maserati, McLaren, Nissan, Subaru, Suzuki, Toyota) - hanno siglato un accordo che prevede la creazione di un gruppo di lavoro dedicato alla prevenzione degli attacchi hacker. L'importanza di questa intesa è data dagli attori stessi che l'anno creata, praticamente tutti i costruttori di auto, che peraltro sono solitamente contrapposti in due associazioni distinte. La notizia non è stata data ufficialmente da nessuna delle due associazioni e il Detroit News ne spiega il motivo, che è dato dalla complessità stessa della materia.

Il nocciolo della questione è che ci vorranno alcuni mesi per mettere a punto una strategia comune, come del resto ha espressamente richiesto il Congresso americano. La Commissione per l'energia e il commercio, infatti, ha deliberato che la National Highway Traffic Safety Administration dovrà definire in tempi brevi delle linee guida per la cyber-sicurezza delle automobili e che queste dovranno essere rispettate da tutte le Case che vendono più di 20.000 vetture all'anno. Inoltre, dovrà essere formato un consiglio permanente composto da membri delle Case, della NHTSA stessa, dal Dipartimento della Difesa e dal National Institute of Standards and Technology. Infine, c'è anche da modificare la legislazione, per far sì che “hackerare” un'auto divenga reato e per poter imporre sanzioni amministrative fino a 100.000 dollari.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Attualità , dall'estero , usa


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