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pubblicato il 19 ottobre 2015

Taxi, anche a Roma arrivano le telecamere a bordo

Le auto videosorvegliate saranno 200. Consegnati i primi 15 dispositivi

Taxi, anche a Roma arrivano le telecamere a bordo

La tecnologia, in particolare gli “occhi elettronici”, aiuta a migliorare la sicurezza stradale e di chi guida? Secondo la Fondazione Ania (onlus delle assicurazioni), sì. Infatti, è questo l’obiettivo del progetto “Telecamere sui taxi di Roma capitale”, realizzato in collaborazione con l’Unione dei tassisti d’Italia, che prevede l’installazione di 200 apparati di video ripresa su altrettanti taxi capitolini. L’iniziativa è stata appena avviata con la consegna dei primi 15 apparati ad altrettante donne che lavorano nella capitale. Scontato il motivo per cui il Grande Fratello sia stato dato in dotazione al gentil sesso: è maggiormente vittima di malintenzionati.

Anche a Milano

L’iniziativa, comunque, è di respiro nazionale. Nei prossimi giorni saranno installate le restanti telecamere, così da completare la fase di avvio di un progetto che ha dato già ottimi risultati in altre zone d’Italia con i mezzi di trasporto pubblico, con i mezzi pesanti e con 200 taxi di Milano. Le vetture saranno equipaggiate con una piccola telecamera dotata di accelerometro, localizzatore Gps e di una doppia ottica che inquadra la strada e l’interno del veicolo. Il dispositivo diventa un testimone di quanto accade sulla strada e nella vettura, agendo nel totale rispetto della normativa sulla privacy: non si tratta, infatti, di un tradizionale sistema di video ripresa, ma della cosiddetta VEDR (Video Event Data Recorder), una telecamera che registra in maniera continuativa, ma conserva le immagini registrate solo in caso di incidente o di attivazione attraverso il pulsante di emergenza posizionato all’interno del veicolo. In questo modo, i tassisti saranno tutelati anche in caso di aggressione, furti o rapine.

Dentro e fuori

Le telecamere registrano quanto accade in auto. A questo si aggiunge l’importante funzione che svolgono gli “occhi elettronici”, che potranno essere usati per ricostruire le dinamiche degli incidenti, fornendo una garanzia sia per i tassisti sia per gli altri automobilisti. Questo strumento può poi avere una funzione didattica attraverso le analisi dei filmati. Le immagini degli incidenti o di situazioni pericolose, trattate secondo il rispetto della normativa sulla privacy, possono essere utilizzate in fase di formazione per gli autisti.

Esperienza passata

Grazie alla sperimentazione avviata a Milano a novembre 2014, sono stati monitorati oltre 970mila chilometri di strada percorsi durante l’orario lavorativo. Sono state documentate 11 aggressioni verbali e 20 incidenti, in 12 dei quali i dispositivi sono stati fondamentali per ricostruirne la dinamica.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , taxi , trasporto pubblico


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