Attualità

pubblicato il 16 ottobre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Dieselgate, Volkswagen richiama 8,5 mln di auto in Europa

Intanto Müller scrive al ministro Delrio assicurando la massima collaborazione con le autorità

Dieselgate, Volkswagen richiama 8,5 mln di auto in Europa
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Il Gruppo Volkswagen deve richiamare 8,5 milioni di vetture vendute in Europa ed equipaggiate con il motore Diesel EA 189. La decisione di trasformare in richiamo vero e proprio la già prevista campagna di interventi di officina scaturita dallo scandalo Dieselgate è stata presa dal colosso di Wolfsburg dopo che l'Autorità Federale dei Trasporti tedesca (KBA) ha chiesto di richiamare 2,4 milioni di veicoli del gruppo VW nella sola Germania. Come già annunciato i clienti dei veicoli interessati al richiamo saranno contattati nel corso delle "prossime settimane e mesi" dalla rete Service della Marca, sia essa Audi, Seat, Skoda o Volkswagen in modo che possano iniziare gli interventi di officina da gennaio 2016 e chiudersi entro la fine del 2016. La campagna di richiamo non comprende invece i motori Diesel tipo EA 288 introdotti sui modelli del gruppo nel 2012.

Soulzioni software e hardware

Le soluzioni tecniche al problema sono ancora in fase di definizione e sviluppo, ma a seconda del modello e dell'anno potranno riguardare sia la parte software di centralina che l'harware, ovvero la parte meccanica vera e propria, ma non meglio specificata, che secondo le ultime indiscrezioni potrebbe includere il sistema di iniezione. Nel frattempo il gruppo Volkswagen ricorda che è sempre possibile per ogni cliente informarsi presso la rete ufficiale delle Case coinvolte, le officine, i numeri verdi o i siti web dove si può verificare se la propria auto è coinvolta nel richiamo. L'azione di richiamo non esclude però che i proprietari della Audi, Seat, Skoda e Volkswagen coinvolte possano continuare ad utilizzare "senza restrizioni" i veicoli interessati.

Müller scrive al ministro Delrio

Particolarmente significativa è anche la lettera inviata dal nuovo CEO di Volkswagen AG, Matthias Müller, al nostro ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, nella quale il numero uno della Casa tedesca esprime la volontà di collaborare con le autorità italiane per offrire una soluzione ai clienti. Muller scrive: "l'interesse pubblico per le irregolarità riscontrate nelle prove di emissione è assolutamente comprensibile. Anche noi vogliamo sapere come questo sia potuto accadere e vogliamo individuare i responsabili. Ci stiamo adoperando al massimo per chiarire la questione in modo coerente e completo". Oltre a garantire che i clienti riceveranno informazioni "esaustive e regolari" sui provvedimenti programmati e che la collaborazione con le autorità sarà improntata alla massima trasparenza sulle misure adottate, Müller chiude la missiva a Delrio con queste parole: "L'azienda si trova ad affrontare una difficile sfida, ma siamo una compagnia forte. Riusciremo a gestire l'attuale crisi e ne trarremo le necessarie conseguenze agendo conformemente. Faremo dei cambiamenti strutturali rinnovando anche la nostra filosofia aziendale. Ma principalmente è nostra intenzione lavorare duro per riguadagnarci la fiducia".

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Tag: Attualità , Volkswagen , auto europee , inquinamento , richiami


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