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pubblicato il 12 ottobre 2015

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Dieselgate, i Costruttori chiedono tempo all'Europa per i nuovi cicli di omologazione

L'ACEA dice sì ai test più vicini alla realtà, ma con regole certe e obiettivi raggiungibili

Dieselgate, i Costruttori chiedono tempo all'Europa per i nuovi cicli di omologazione
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L'ACEA, l'associazione europea dei costruttori di automobili risponde alla Commissione europea chiedendo "tempi e condizioni più realistiche" per adeguare la propria produzione alle previste nuove regole di omologazione RDE (real driving emissions). La richiesta delle Case automobilistiche europee fa seguito all'incontro del 6 ottobre fra la Commissione europea e i singoli paesi membri in cui si sono poste le basi per i nuovi e più veritieri cicli di omologazione per le emissioni allo scarico che verranno applicate già a settembre 2017 con lo Step 1 del programma RDE. La questione più importante messa in evidenza dall'ACEA è però quella della "chiarezza e certezza nel tempo delle regole", necessaria per poter continuare ad "investire in tecnologie the aiutino a combattere il cambiamento climatico".

Costruttori europei uniti

In pratica i costruttori di auto e veicoli commerciali del Vecchio Continente (BMW Group, DAF Trucks, Daimler, FCA, Ford of Europe, Hyundai Motor Europe, IVECO, Jaguar Land Rover, Opel Group, PSA Peugeot Citroën, Renault Group, Toyota Motor Europe, Volkswagen Group, Volvo Cars, Volvo Group) ribadiscono di essere disponibili ad adeguare i loro modelli alle nuove regole che impongono un più preciso controllo degli ossi di azoto emessi allo scarico da vetture diesel e veicoli commerciali leggeri in condizioni di guida simili a quelle reali su strada, ma ad alcune condizioni.

A rischio il futuro del Diesel

Innanzi tutto, dice il segretario generale Erik Jonnaert, "è importante procedere in modo che i produttori possano programmare e apportare le modifiche necessarie, senza mettere in pericolo il ruolo del diesel che è uno dei pilatri per il raggiungimento dei futuri livelli di CO2". Senza queste condizioni "alcune vetture diesel potrebbero diventare insostenibili ed essere ritirate dalla vendita". Il tutto si ripercuoterebbe sui consumatori che vedrebbero ridursi la loro possibilità di scelta, ma anche sul settore produttivo delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri che si basano principalmente sul motore a gasolio.

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Tag: Attualità , inquinamento , unione europea


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