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Attualità

pubblicato il 20 luglio 2007

Regole su Misura

Così è... se MI pare

Regole su Misura

Una delle massime più note del Senatore Giulio Andreotti è "il potere logora chi non ce l'ha".
Alla sua cruda amarezza si deve adeguare solo chi sta dall'altra parte della barricata ossia l'ordinario cittadino; chi viceversa detiene un potere di qualsiasi tipo, si ritiene al di sopra delle regole e si comporta di conseguenza.
Le Leggi sono in effetti interpretabili in senso restrittivo, letterale o estensivo come ben ricorda chiunque abbia studiato un poco di diritto, ma sempre Leggi sono.

La discrepanza - tutta Italiana e comunque comune a tutti i paesi democratici solo in apparenza - sta nel fatto che il diritto di interpretazione, che è riservato al Giudice per la soluzione dei casi dubbi, qui se lo prende chiunque ritenga di avere il potere per farlo, politici in prima linea.

Ma parliamo di auto.

Ricordiamo tutti la corsa dell'onorevole Gustavo Selva su un'Ambulanza utilizzata per raggiungere nel modo più veloce, sosta all'Ospedale S. Spirito compresa, gli studi de LA7 il giorno della visita di G. W. Bush.
L'episodio, tra il grottesco ed il comico, sfociò nelle dimissioni "spontanee" del protagonista di quella corsa in lettiga in una Roma bloccata da un ingorgo di dimensioni imperiali; abbiamo letto ieri del ritiro di tali dimissioni motivato dal fatto che "i cittadini lo invitano a restare"; se i suoi elettori, dopo questo episodio hanno effettivamente formulato tale invito, comportamenti del genere sono automaticamente autorizzati...

Ancora.

Qualche tempo fa gli autisti della Regione Piemonte hanno indetto un giorno di sciopero denunciando le pressioni alle quali sono sottoposti dagli illustri trasportati i quali, pur di rispettare la loro agenda "invitano" i malcapitati autisti alla "celerità", con tutto ciò che tale azione comporta.
Il punto è che gli autisti, non appartenendo alle Forze dell'Ordine o a corpi autorizzati a guidare "in deroga", si vedono addebitare gli importi dall'amministrazione giustamente multata e detrarre i relativi punti dalla propria patente.
L'episodio è increscioso, ma l'Amministrazione può risolverlo con un pizzico di fantasia ed in maniera del tutto lecita: non è forse possibile, in caso di dichiarata impossibilità di individuare il conducente di un'auto, pagare un importo maggiorato, evitandosi la sottrazione di preziosi punti?

Così facendo - come del resto già fanno tutti coloro che se lo possono permettere - l'Amministrazione stessa raggiungerebbe due risultati in uno:
-> Consolidare - sic.! - il potere dei suoi esponenti;
-> Tutelare gli autisti dalle imposizioni altrui anche se contra legem; il tutto nel pieno rispetto formale del Codice.
E perchè infine non pensare di colmare il piccolo deficit piazzando qualche autovelox in più che, ovviamente, varrebbe solo per coloro che non possono permettersi di pagare il triplo?

Infine...

Questa settimana il Vice-Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è stato "pizzicato" mentre volava basso, a 193 km/h, sulla A27, nelle vicinanze di Conegliano, con conseguente irrogazione di una sanzione di 407 euro ed notificato ritiro della patente.
Sin qui tutto normale, ma la differenza sta nella reazione del multato: un normale automobilista si sarebbe dato del... disattento e dell'imprudente, avrebbe masticato amaro e amen. Il politico ha invece preso la palla al balzo e, pur riconoscendo il suo torto - comunque difficilmente confutabile visto che è stato preso sul fatto - ha prodotto seduta stante un programma di revisione - guarda caso - dei limiti: "bisogna assolutamente rivedere i limiti di velocità, 50 km/h nei centri abitati e 130 in autostrada sono soglie anacronistiche che vanno elevate di 20 km/h".

Complimenti al Vice-Presidente per la preparazione specifica e le capacità di reazione, di analisi immediata e di propositività!

Problemi:
1) Vogliamo trasformare le nostre città in autoscontri? In auto si può morire a 30 km/h per il classico colpo di frusta come pure un urto ad un pedone può risultare fatale a quella velocità, figuriamoci a 70 km/h; se si vogliono aumentare i limiti a tale livello - e questo potrebbe essere auspicabile in casi del tutto particolari - lo si faccia sulle strade di scorrimento veloce a senso unico, ben delimitate e con immissioni ed uscite di tipo autostradale; per il resto ci pensano le normali condizioni di traffico a rendere impraticabile una proposta così generalizzata e leggera.

2) 150 km/h in autostrada; anche in questo caso, fermo restando che con le tolleranze attualmente previste la patente gli sarebbe stata ugualmente ritirata, l'eventuale incremento dei limiti massimi di velocità deve essere attuato "cum granum salis" e cioè laddove le condizioni della viabilità (leggi 3 corsie) fossero in grado di reggere tale aumento.


Vi abbiamo appena riportato tre piccoli esempi concreti, legati al mondo delle 4 ruote, di comportamenti, come dire... opninabili, messi in atto da coloro che dovrebbero esserci da esempio.

Ci chiediamo a questo punto - e in casi del genere - se non sia possibile evitare di scrivere, prima del cognome, l'aggettivo "onorevole": non sembra che il significato intrinseco della parola sia intonato al contesto.

Autore: Giovanni Notaro

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