dalla Home

Home » Argomenti » Assicurazioni

pubblicato il 9 ottobre 2015

Rc auto: scontro Ania-Carta di Bologna

L’Ania (assicurazioni) critica il disegno legge concorrenza. La Carta di Bologna replica duro

Rc auto: scontro Ania-Carta di Bologna

Fuoco e fiamme nel settore Rc auto. Ad accendere la miccia è l’Ania, l’Associazione che rappresenta quasi tutte le assicurazioni. Infatti, il disegno legge concorrenza ha avuto l’ok alla Camera, e adesso si aspetta il sì del Senato. Qui entra in gioco l’Ania, che spinge il Senato ad apportare sostanziali modifiche al ddl. Di che si tratta? Anzitutto, le compagnie vogliono controllare il mercato Rca più di quanto già facciano ora: mirano al risarcimento in forma specifica. Che indirizza il danneggiato dal carrozziere convenzionato con l’assicurazione, tagliando fuori il carrozziere indipendente. L’Ania vuole poi eliminare la cessione di credito da parte del danneggiato al carrozziere indipendente, che consente all’automobilista di difendersi bene contro l’assicurazione . Ma la posta in palio è ancora più pesante.

Risarcimenti ai feriti

“Il testo approvato - dice l’Ania - è molto diverso, per quanto riguarda le tabelle di risarcimento dei danni gravi da incidente stradale, da quello presentato originariamente dal Governo. Non spetta agli assicuratori stabilire quale è il livello adeguato dei risarcimenti, ma un più elevato livello dei risarcimenti si riflette in un più elevato prezzo dell’assicurazione”. Le assicurazioni, quindi, puntano a rimborsi molto più bassi .

Guidatori virtuosi

“Inoltre - sostiene l’Ania - è profondamente sbagliata la previsione secondo la quale gli assicurati dotati di scatola nera che non hanno fatto incidenti per 5 anni possano avere un trattamento di favore indipendentemente dalle condizioni di rischio oggettive, quali a esempio la qualità del traffico, le condizioni di manutenzione delle strade e la frequenza dei sinistri. Queste nuove norme, concepite per ridurre il costo dell’assicurazione per gli automobilisti delle aree particolarmente a rischio, comporterebbero l’aumento dei premi a carico degli assicurati di zone d’Italia in cui la possibilità di causare un incidente è meno elevata”. Tradotto, il virtuoso (che fa pochi incidenti) al Sud pagherà Rca meno care; in compenso, saliranno le Rca al Nord. E comunque, l’Ania in generale parla di aumenti delle Rca in seguito a questo ddl: “Anche per quanto riguarda la lotta alle frodi il provvedimento approvato non va nella giusta direzione: sono infatti scomparse dal testo le norme in ordine alla riduzione dei tempi di denuncia di un incidente, al contrasto alla presenza di falsi testimoni, così come l’incentivo all’utilizzo di carrozzerie convenzionate e al divieto di cessione del credito. Tutte queste misure avrebbero contribuito a eliminare le differenze di costo delle polizze Rc auto fra l’Italia e gli altri Paesi europei”.

Replica “tosta”

Non s’è fatta attendere la risposta della Carta di Bologna. Che ormai gli automobilisti hanno imparato a conoscere. È un insieme di sigle, grazie alle quali è stato posto un freno alle assicurazioni, che negli anni hanno ricevuto norme ad hoc per abbassare i risarcimenti. Fra gli altri, anzitutto Federcarrozzieri di Davide Galli, Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT) di Stefano Mannacio , Associazione Mo’Bast!, Associazione Vittime della Strada (AIFVS) e Assoutenti, unitamente ad Associazione Valore Uomo, , Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Commissione RC dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA) e Sportello dei Diritti. Che hanno portato una ventata di freschezza, in difesa dei danneggiati e per limitare l’opera di lobbying delle assicurazioni. Sentiamo la Carta di Bologna: “Il disegno legge concorrenza è stato approvato alla Camera. E adesso è all’esame del Senato. Il provvedimento ha avuto un lungo iter, durante il quale la buona politica ha ascoltato le istanze di tutte le parti sociali coinvolte. Così, si può provare a cambiare in meglio il settore Rc auto. Chi è contro questo ddl? Ania, l’altro gruppo assicurativo non rappresentato in Ania. Ma anche, paradossalmente, l’Ivass, che dovrebbe vigilare sulle assicurazioni, e l’Antritrust, che, lo dice il nome, dovrebbe essere anti-cartello”.

Contrattacco perentorio

“Tocca ricordare - dice la Carta di Bologna - che il ramo Rc auto ha fatto utili per 6 miliardi di euro negli ultimi 3 anni. Nonostante prezzi Rca record in Europa e profitti stellari, l’Ania chiede al Senato modifiche al ddl concorrenza: cambiamenti che andrebbero nettamente contro i danneggiati. L’Ania punta a ridurre i risarcimenti per i danneggiati e a distruggere la concorrenza nelle riparazioni”.

“L’Ivass? Si svegli”

La Carta di Bologna dedica poi un capitolo all’Antitrust e all’Ivass. “Il mercato Rca è in mano a 3 gruppi assicurativi che gestiscono il 70% del mercato. In un contesto simile, la concorrenza evidentemente va incentivata con ben altre scelte e con un serrato controllo da parte di Ivass e Antitrust: queste autorità continuano a non vedere quello che non è altro che un macroscopico cartello anticoncorrenziale. È ora di riformare da capo a piedi tali istituzioni perché le leggi possono essere facilmente aggirate se le autorità non esercitano il loro potere di moral suasion. Si svegli l’Ivass a vigilare in merito oppure il legislatore chiuda questa istituzione che, nata sulle ceneri della defunta Isvap, non dimostra, immersa in una strana commistione di conflitti di interesse, di avere la schiena dritta per dettare alle compagnie comportamenti volti alla trasparenza, e alla chiarezza dei contratti assicurativi”.

Invece l’Antitrust sta con le compagnie

Lascia un po’ perplessi la presa di posizione dell’Antitrust, che in due righe lascia intendere una cosa precisa: il Senato dovrebbe modificare il ddl, proprio (aggiungiamo noi) come desidera l’Ania. Ecco il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella: "Per la prima volta, da nove anni a questa parte, il Parlamento approva una legge che fissa nuove regole in diversi campi. Su numerose materie, sono state recepite le segnalazioni inviate annualmente dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Su altre, resta ancora molto lavoro da fare sul terreno delle liberalizzazioni. Mi auguro che nel secondo passaggio parlamentare, al Senato, il testo definitivo possa tener conto delle esigenze e delle aspettative dei consumatori in modo ancora più completo ed efficace". Eppure, quelle stesse norme che Ania, Ivass e Antirtrust vorrebbero rimettere dentro il ddl sono state stroncate dalla commissione Giustizia (per ben due volte, la prima qui e la seconda qui). Che le ritiene lesive dei diritti degli automobilisti  e della loro libertà di scelta.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


Top