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pubblicato il 8 ottobre 2015

Le auto che evitano gli incidenti in città

Il progetto UR:BAN con 30 aziende e il governo tedesco già mostra dei dispositivi per guidare più sicuri

Le auto che evitano gli incidenti in città
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Non tamponare più un’auto in doppia fila, e non investire un pedone che sbuca improvvisamente tra due macchine parcheggiate. Sono solo due dei tanti rischi che si corrono guidando nel traffico, incidenti che con la tecnologia possono diminuire. È questo l’obiettivo del progetto tedesco UR:BAN (user-friendly assistance systems and network management), che da gennaio 2012 coinvolge il governo e 30 aziende per migliorare i dispositivi di assistenza alla guida in città. E ridurre lo stress degli automobilisti, oltre che la sicurezza di tutti i cittadini. Come mostrato nei test dimostrativi di questi giorni a Düsseldorf.

L’intelligenza artificiale in città

Le aree di studio su cui intervenire sono 3: assistenza cognitiva, fattori umani, traffico e sistemi di interconnessione del traffico. Le classi di “ostacoli” presenti in ambiente urbano - come ad esempio veicoli, ciclisti, pedoni, strade, marciapiedi, edifici, alberi - sono invece 25. Da qui si parte per lavorare a sistemi che aiutino il guidatore, informandolo, suggerendogli manovre, o intervenire autonomamente in caso di emergenza. Casi tipici di intervento sono i cambi di corsia in caso di traffico intenso o per i cosiddetti “colli di bottiglia”, ostacoli che obbligano a dover deviare la traiettoria rispetto al flusso dei veicoli circostanti. L’intelligenza artificiale, poi, può anche suggerire la velocità raccomandata in base allo stato di congestione della strada tramite un pedale dell’acceleratore attivo, che affianca lo sterzo e l’impianto frenante assistito.

Guidatore, auto e strada come in un cervello

Per far interagire meglio l’essere umano con il veicolo cambia anche l’interfaccia uomo-macchina, in grado di prevedere in anticipo lo stile di guida del conducente e instaurare una serie di comunicazioni intelligenti per modificare comportamenti potenzialmente rischiosi. E poi c’è l’interazione veicolo-ambiente, con sistemi tipo il pilota automatico per gli incroci, che sfrutta la tecnologia di telecomunicazione Car-to-X tra veicolo e veicolo e tra veicolo e infrastrutture stradali, in funzione del traffico in tempo reale e tramite reti Wi-fi. Il tutto per reagire in maniera più sicura alle situazioni di pericolo, attraverso telecamere, sensori, attuatori e computer che riproducono una sorta di rete sensoriale e neuronale artificiale, estesa a tutta la città.

Non solo case automobilistiche

Il progetto di ricerca congiunta fra i diversi enti, aziende e università coinvolte è un consorzio che ha a disposizione 80 milioni di euro di investimenti, la metà dei quali è stanziata dal ministero dell’economia e dell’energia e fa parte del terzo programma di ricerca sul traffico del governo federale tedesco. I partner del progetto sono, in ordine alfabetico: Adam Opel AG, AUDI AG, BMW AG, BMW Forschung und Technik GmbH, Robert Bosch GmbH, German Federal Institute for Road Transportation, Continental Automotive GmbH, Continental Safety Engineering International GmbH, Continental Teves AG & Co. oHG, Daimler AG, German Aerospace Centre e.V., Fraunhofer Institute for Labour Economy and Organisation (IAO), GEVAS Software GmbH, Heusch/Boesefeldt GmbH, University of Applied Sciences Technology and Business of the State of Saarland, ifak Magdeburg e.V., MAN Truck & Bus AG, PTV Group, Institute of Automotive Engineering at the RWTH University in Aachen, state capital Düsseldorf, city of Kassel, Tech. University of Braunschweig, Tech. University of Chemnitz, Tech. University of Munich, TomTom Development Germany GmbH, TRANSVER GmbH, University of the German Army in Munich, universities at Duisburg-Essen, Kassel and Würzburg and Volkswagen AG. E a partecipare al consorzio sono anche altre università, istituti di ricerca e piccole e medie imprese.

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Tag: Tecnica , guida autonoma , guida sicura


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